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Sfruttavano un italiano incensurato, facendosi accompagnare in giro per la città a bordo della sua macchina, nella speranza di riuscire in questa maniera ad evitare qualsiasi controllo da parte delle forze dell’ordine.
Nonostante tutte queste precauzioni, però, un bolognese di 43 anni e ad un tunisino di 20 sono comunque finiti in manette, bloccati dai Carabinieri a Porta San Vitale mentre stavano per vendere sette dosi di eroina bianca ad un siciliano di 35 anni.
I due sono stati traditi, in parte, dall’impazienza del loro cliente, che bloccando tutti gli extracomunitari che gli si avvicinavano ha attirato su di sè l’attenzione di una pattuglia dei Militari dell’Arma.

(Nel servizio, l’intervista al Tenente Sabato Landi, Comandante del Nucleo operativo Bologna Centro)

Cercava, invece, di spacciare nelle zone di Bologna meno sottoposte ai controlli un altro tunisino di 43 anni, denunciato dopo essere stato trovato in possesso di un paio di dosi -sempre di eroina bianca- in Piazza Mickievitz, nel Quartiere San Donato.

(Nel servizio, l’intervista al Tenente Sabato Landi, Comandante del Nucleo operativo Bologna Centro)

Non c’è l’eroina, invece, ma un mix di alcool, di cocaina e di droghe sintetiche (quasi sicuramente ecstasy), dietro alla morte per overdose di un tunisino di 19 anni, ospite dell’appartamento di via Borgo San Pietro lasciato libero dalla fidanzata italiana al termine degli studi universitari, trovato senza vita dal coinquilino, anche lui tunisino, con cui aveva trascorso una serata di bagordi.
Il giovane, già conosciuto come spacciatore dalle forze dell’ordine, era stato recentemente arrestato per reati di droga, e attualmente era sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.
Nella sua camera i Carabinieri hanno trovato piccoli quantitativi di hascisc e di marijuana, e una somma in contanti pari a circa 6.500 euro.

(Nel servizio, l’intervista al Tenente Sabato Landi, Comandante del Nucleo operativo Bologna Centro)

E con quella del ragazzo tunisino, a Bologna le morti per overdose salgono a sei in poche settimane.
Continuano ad essere ricercati con l’accusa di omicidio volontario, anche se probabilmente sono già fuggiti all’estero, i tre pusher tunisini ritenuti responsabili della morte del quarantenne trovato nei pressi dell’ex Manifattura Tabacchi alla fine del mese di luglio.

(Nel servizio, l’intervista al Tenente Sabato Landi, Comandante del Nucleo operativo Bologna Centro)

rtmp://telecentro.meway.tv:80/telecentro_vod/rvm_carabinieritc__20130820.mp4
Categoria: Cronaca
 

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