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Tenere monitorati i social network, aprire un dialogo con i giovani, fare azioni di sensibilizzazione tra le scuole, coinvolgere i genitori. Dopo lo scandalo della maxi rissa di venerdì scorso ai Giardini Margherita in cui 250 giovani tra i 14 e i 18 anni si sono dati appuntamento per darsele di santa ragione al grido di BoloBene contro BoloFeccia, ecco che le istituzioni, le scuole, gli psicologi, si interrogano sul meccanismo che porta gli adolescenti a essere attori di quello che oggi chiamiamo cyberbullimo. “senza un futuro i ragazzi si picchiano”. Questo il titolo della tavola rotonda organizzata a Palazzo D’Accursio da Diregiovani.it e dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e Doping, per avviare un dialogo, trovare risposte e non lasciare i giovani da soli.

“Sorveglieremo Ask – il socialnetwork su cui si sono dati appuntamento i 250 giovani che hanno partecipato alla maxirissa ai Giardini – e lo monitoreremo”. E’ la promessa che arriva dal vicecomandante della Polizia postale dell’Emilia-Romagna.

“Il vostro destino comune non e’ ‘Bolobene’ o ‘Bolofeccia’, ma ‘Bololibera’, com’e’ scritto anche nello stemma del Comune”. Così si rivolge il sindaco di Bologna Virginio Merola ai giovani della città metre inaugura la scuola paritaria Manzoni e ribadisce: “Il vostro futuro e’ tenere unita questa città. Ribellatevi nel modo giusto, quello all’altezza del nostro passato, fate cose belle e non scimmiottate gli adulti che devono imparare meglio il proprio ruolo di genitori ed educatori”.

Nel video: interviste ad Amelia Frascaroli, Ass.re alle Politiche Sociali, Comune di Bologna; Nicola Perrone, Dir. Agenzia Dire; Elena Ugolini, Preside Liceo Malpighi; Sergio Russo, Vice Questore, Polizia Postale di Bologna

Categoria: Attualità
 

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