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Domenica alle 18.15, mentre i Forever Boys festeggeranno Halloween in curva, la Virtus scenderà in campo contro l’Air Avellino in una partita non facile. Dopo la brutta prestazione di Brindisi e una settimana non priva di polemiche (ha tenuto banco la questione della rissa – vera o presunta – di Moraschini e Baldi Rossi) i bianconeri sono chiamati alla vittoria, possibilmente cominciando a mostrare quelle cose che finora sono mancate: difesa, rimbalzi, ma soprattutto un barlume di identità di gioco, cosa che finora si è vista in pochissimi momenti. La squadra sarà al completo, con Kemp e Poeta che hanno recuperato dagli acciacchi settimanali, anche se di certo la fascite plantare che ha colpito il play di Battipaglia lascerà qualche strascico. L’avversario non è di quelli facili, anche se pure la squadra di Frank Vitucci è andata un po’ a corrente alternata, finora: persa male la prima a Treviso, vinta facimente la seconda in casa con Varese. Ma che squadra è l’Air Avellino? Si deve stare attenti alla squadra di Vitucci perché è l’unica squadra del campionato con 5 americani veri, quindi è necessariamente più atletica e fisica della media. Marquis Green nelle prime due ha giocato molto sotto controllo, preoccupandosi soprattutto di far contenti gli altri; arriverà il momento in cui vorrà/dovrà decidere qualche partite con il suo attacco. La coppia Szewczyk-Troutman, se possibile, sta rendendo meglio dell’anno scorso; soprattutto l’americano contro Varese e in precampionato è stato straripante per energia, corsa, impatto tanto da meritarsi una menzione tra i 3 lunghi più produttivi del campionato in attacco. La panchina è stata insufficiente a Treviso, più incisiva nella seconda partita; merito soprattutto di Lauwers che sembra quello più beneficato di tutti dal passaggio da Brown a Green. Spinelli è ancora in rodaggio, Infanti ha 5 minuti di rotazione, per ora Cortese invece è fuori dai giochi. Merita un capitolo a parte Linton Johnson: ha saltato praticamente tutta la preparazione, ed è reduce da due anni di pochissima pallacanestro giocata. Per forza di cose è il più indietro di tutti, però ha spirito, è umile e ha voglia. Per ora Vitucci si accontenta, è chiaro che nel giro di un paio di mesi vorrà però vedere sensibili progressi nel giocatore il cui talento – probabilmente – potrebbe fare la differenza tra disputare un campionato normale e uno di alto livello.

Categoria: Basket
 

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