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Marco, per te la partita col Genoa è diversa dalle altre?
“Il Genoa è la squadra del mio ritorno in Italia dopo le esperienze di Valencia e Montecarlo e i ricordi sono molto freschi: ho mantenuto un ottimo rapporto con tutta la squadra e sono contento di rivederli. In quello stadio, poi, provi emozioni particolari già da avversario, figurarsi da padrone di casa e, ora, da ex. Non so che accoglienza mi devo aspettare: a Genova ho vissuto emozioni forti, su tutte la promozione in A, categoria che spetta al Genoa ma che mancava da tredici anni; è un obiettivo centrato che mi lega particolarmente a quei colori e a quei tifosi: spero sia così anche per loro”.

Sei anche animato da uno spirito di rivalsa dopo l’ultima stagione in chiaroscuro?
“No, non è questo lo spirito con cui sto affrontando la partita. Baratterei di sicuro un mio gol a Marassi con una vittoria del Bologna: sto lavorando per cercare di far bene con la squadra e per portar via punti da un campo dove è sicuramente difficilissimo far risultato, dato che nessuno sinora c’è riuscito, nemmeno Milan e Roma. La spinta del pubblico per loro è un’arma in più in questo momento: dovremo essere doppiamente bravi per portar via punti da quel campo. Per prima cosa, dovremo essere molto bravi a saperci difendere con intensità: loro in casa giocano con grandissima intensità, una palla che sembra persa non lo è mai, lottano su tutti i palloni con l’aiuto del pubblico, quindi servirà grande pressing, corsa, intensità; in più, dovremo essere bravi a sfruttare quello che ci concederanno, dato che tutti i loro giocatori partecipano alla fase offensiva. E servirà anche un po’ di fortuna”.

Dici di non volere una rivalsa, ma i tuoi 7 gol parlano chiaro a chi non ti impiegava in attacco l’anno scorso.
“Ho dimostrato che quelle che ho detto al mio arrivo al Bologna non erano parole buttate lì al vento come fossero una scusa: le difficoltà che ho incontrato l’anno scorso a livello tattico, quando venivo impiegato da esterno, evidentemente erano importanti, specie a 30 anni, quando ormai da questo punto di vista si è meno malleabili se uno ha sempre giocato nella stessa maniera. L’anno scorso potevo fare meglio, questo è fuori di dubbio: è stata la stagione più difficile che ho vissuto, l’unica di grande difficoltà; ma in quella posizione non mi riusciva di segnare i gol che da me ci si aspettava”.

Ora i gol arrivano, ma non sempre hanno permesso al Bologna di vincere.
“Questo non ti dà sensazione di completezza, non ti dà la giusta soddisfazione: vorresti sempre che i tuoi gol servissero per portare più punti e vittorie. Tant’è vero che il rammarico di aver fallito il gol del possibile 2-0 contro il Palermo è ancora grande: se l’avessi messa dentro, potevamo vincere e portare a casa punti fondamentali per noi in questo momento; è stato un errore da parte mia in un momento molto delicato della partita”.

È anche vero che segni quasi solo tu.
“Speriamo che questo cambi, che tutti riescano ad essere più produttivi, incisivi e pericolosi in zona gol, anche per dare meno punti di riferimento agli avversari. Probabilmente c’è un problema di testa, un po’ di paura di vincere: domenica eravamo in vantaggio e, con gli spazi che c’erano, una squadra più serena mentalmente li avrebbe sfruttati meglio, invece noi non siamo riusciti a far pagare al Palermo i suoi quattro attaccanti contemporaneamente in campo. È la classifica che non ci dà serenità: i punti sono pesanti. Comunque, negli ultimi tempi la squadra è molto più solida e compatta, cerca di trovare il proprio credo in campo e questo penso sia importante. Da attaccante so che le cose possono cambiare di punto in bianco: sappiamo che ci sarà da soffrire sino all’ultima giornata, non ci aspettiamo di trascorrere domeniche tranquille, ma ci stiamo preparando per questo, mettiamo in campo tutto il nostro impegno, sa questo punto di vista penso non ci sia nulla da rimproverare alla squadra”.

Tu ora stai viaggiando alla media dei tempi di Parma, quando segnavi 20 gol a campionato.
“Giocando sempre, come ho la fortuna di fare io in questo momento, ritrovi movimenti, sensazioni, giocate, serenità anche nello sbagliare: questo è fondamentale per un attaccante. Tutto ciò mi ricollega al periodo di Parma: avverto la stessa fiducia nei miei confronti. Spero di fare altrettanto bene come in quegli anni, di avere continuità lungo tutto il campionato e di raggiungere la salvezza, come successe anche a Parma”.

Speri anche di rimanere a Bologna? Cosa ti sta dando?
“Serenità: è un ambiente che mi sta apprezzando, anche se ci stiamo ancora conoscendo dato che sono qui da poco tempo. Spero di dare ancora tanto a questa squadra e alla tifoseria e mi auguro che si possa continuare insieme ancora a lungo, anche se questo dipende da tanti fattori, non solo dal sottoscritto. Di certo non è il momento di parlare di questo, ma qui sto bene e si vede, e lo stesso vale per la mia famiglia: a Bologna ho trovato un ambiente che rispecchia il mio modo di essere”.

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