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”Uno di voi”. Lo canta Daniele Battaglia, rivolgendosi alla Fortitudo e forse prim’ancora alla gente del Palazzo, la Fossa dei Leoni che riempie quella curva in mezzo alla quale è cresciuto. Gli chiediamo di raccontarci di sé, e la risposta anziché concentrarsi sulla sua carriera di cantante in grande ascesa dimostra invece perché ha scritto e dedicato una canzone alla Effe. “Sono nato a Bologna e cresciuto tifando Fortitudo, la mia passione da oltre dieci anni. Da giocatore sono arrivato fino alla B2 con la Motomalaguti San Lazzaro, play-guardia. Ricordo una partita dei cadetti nazionali proprio contro la Effe, con Cittadini che mi schiacciò pure in testa! Ho dovuto smettere sette anni fa per un brutto incidente in moto, ma la passione per la Effe è rimasta e appena posso scappo in curva. Quando poi, per caso, insieme alla mia famiglia e ad un amico comune, Massimo Vannini, ho conosciuto Gilberto Sacrati, mi è venuta l’idea di comporre una canzone. E mi sono trovato a realizzare un sogno, l’inno della Fortitudo, senza mai averlo nemmeno immaginato prima”. Eppure, da tifoso-cantautore, la storia musicale della Fortitudo non passa inosservata. “Go West ha attraversato generazioni di tifosi, ma anche la voce di Gaetano Curreri si è ormai sposata alla perfezione con la Fortitudo. Quando ho composto la mia canzone, ho chiamato proprio Gaetano, ci tenevo al suo giudizio. Mi ha detto: ‘Ci voleva una ventata d’aria fresca e giovane’ e mi ha incitato ad andare fino in fondo. Con lui ho un ottimo rapporto non solo professionale quanto personale, come ho con tanti altri tifosi del Palazzo”. Come definiresti ‘Uno di voi’? “Credo che la peculiarità sia quella di essere una canzone per i tifosi, prim’ancora che per la Fortitudo, ho cercato di fondere nel testo tutti quei concetti che fanno parte del nostro tifo e del nostro modo di vivere una passione unica, maniacale quanto allo stesso tempo con un’organizzazione che non ha pari con nessun’altra tifoseria, dalle coreografie alle trasferte, e che è motivo d’orgoglio. Insomma, canto un ‘Evviva chi ama la Fortitudo’…”. Ci sono anche due contributi importanti, nella canzone. “Sì, in questo progetto musicale c’è la collaborazione di Francesco Facchinetti, mentre il ‘rit’ di chitarra che si distingue fin dall’intro è di Dodi Battaglia, mio padre. E’ stato il suo modo di dare il suo ok al mio lavoro, mentre il mio ringraziamento è stato quello di perdermi metà partita con la Benetton per andare a consegnargli un riconoscimento importante da parte della città di Bologna”. Intanto, l’anno scorso a Sanremo hai manifestato la tua fede biancoblù in tv… “Ero agitatissimo, dovevo esibirmi di lì a poco tra i giovani ed arrivò una troupe di Sky per intervistarmi proprio mentre stavo aprendo nel backstage un pacco inviatomi da Gilberto Sacrati con dentro la canotta della Effe con il n. 6 ed il mio nome: mi è venuto spontaneo ringraziarlo e sono andato sul palco come se avessi tutt’attorno il pubblico del PalaDozza”.

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