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Clamoroso all’Olimpia Milano. Dan Peterson, mitico coach americano, 75 anni, dopo 23 anni torna in panchina per allenare lo storico club lombardo: manca solo l’ufficialità, attesa per martedì. “Non l’avrei mai fatto per nessun’altra squadra”, ha confermato il tecnico in serata. “Ho dato la mia disponibilità, lo farò con grande cuore”. Peterson prende il posto dell’esonerato Piero Bucchi, autore di uno scorcio di stagione controverso. Una partenza accompagnata dalla contestazione dei tifosi, ma anche caratterizzata da cinque vittorie consecutive in campionato. Ultimamente però la situazione stava precipitando, tanto che il presidente Proli aveva chiesto tre prove convincenti che però non sono arrivate. L’eliminazione in Eurolega con la brutta sconfitta in casa con Valencia ed il crollo di Atene, il pesante passivo in campionato a Siena, la vittoria sofferta con Varese ma il seguente ko con Cantù. Tanto è bastato per dare spazio al ritorno del grande vecchio del basket milanese. Ricordiamo che Peterson, alla guida di Milano dal 1978 al 1987, ha ottenuto con l’Olimpia 4 scudetti, (1982, 1985, 1986 e 1987), 2 Coppe Italia (1986 e 1987, una Coppa Korac (1985) e una Coppa dei Campioni (1987). Dopo la precedente esperienza con Milano, si è dedicato all’attività di giornalista e commentatore televisivo. “Non pretendo di tornare a fare la zona 1-3-1, il basket è cambiato”, ha dichiarato il coach commentando il suo imminente ritorno in panchina. “Ci vuole umiltà e piedi per terra. Ci vuole grande durezza, se i miei ragazzi giocano insieme, c’è la possibilità di vincere. E’ l’unico messaggio che ho sempre cercato di trasmettere”. ”Peterson ha più verve di molti ventenni che conosco”, ha detto Dino Meneghin, presidente della Fip e protagonista con l’Olimpia quando Peterson allenava il club milanese. “Io lo chiamo Duracell, andrebbe legato alla poltrona, è iperattivo e non bisogna guardare all’età. Siamo andati di recente in America insieme a parlare con David Stern ed ero io che faticavo a stare ai sui ritmi. Sono contento, se lo merita, anche se da molto tempo non lavora non è mai uscito da questo mondo e si è sempre occupato di pallacanestro. Cosa dirà ai giocatori al primo allenamento? Sono convinto che parlerà della storia dell’Olimpia e dirà che giocare con questa maglia è come in America giocare per i Celtics. E’ bravo a motivare i giocatori, è anche un’ottima scelta tecnica e poi dovrà presentarsi perché gli americani e i lituani magari non lo conoscono”.

Categoria: Basket
 

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