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Sgombero sì, sgombero no. Per mesi è durato il trantran di esitazione poi determinazione sull’intervento di sgombero del cassero di Porta Santo Stefano, da anni occupato dal collettivo Lgbt Atlantide e alla fine liberato lo scorso 9 ottobre. Sulla vicenda era nata l’inchiesta della Procura partita da un esposto di un gruppo di residenti che, pochi giorni dopo l’intervento delle forze dell’ordine, comunicarono di avere sollecitato formalmente la Procura a procedere “per omissione di atti di ufficio” – per l’inizialmente mancato sgombero – nei confronti del sindaco Virginio Merola. Il primo cittadino è stato sentito come indagato, accompagnato ieri in Procura dal suo legale Vittorio Manes. Dell’audizione ha dato notizia lo stesso Merola, in una nota, senza specificare di essere indagato: “In procura ho spiegato le ragioni che hanno condotto, nel pieno esercizio della discrezionalità dell’Amministrazione, a esplorare la possibilità di una soluzione concordata per liberare l’immobile del Cassero di Porta Santo Stefano. Preso atto della impossibilità di giungere a un accordo ho provveduto a liberare l’immobile”. Nei giorni dello sgombero di Atlantide Merola, tra l’altro, ritirò le deleghe all’assessore alla cultura Alberto Ronchi proprio perché in disaccordo con il suo modus operandi. L’assessore stava infatti portando avanti il dialogo con il collettivo per un eventuale trasferimento in un altra sede.
Esprime da subito solidarietà all’amico sindaco l’assessore ai Trasporti in Regione Raffaele Donini, parlando di “una vicenda complicata sotto molti punti di vista, da quello politico a quello sociale e di ordine pubblico”.
Gli dà torto invece il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, oggi in visita alla bolognese Cotabo: “Mi sembra che sia palese a tutti: cambiare idea ogni due giorni non porta a niente. Prima si sgombera, poi non si sgombera, c’è stata un’incertezza che non ha fatto bene alla città”. “Non è possibile – continua il Ministro – che ancora si discuta se chi occupa è nel giusto o sbaglia. Lo dico con chiarezza: chi occupa sbaglia e bisogna sgomberare chi occupa”.
E poi punzecchia il Pd invitandolo a valutare attentamente i risultati di cinque anni di Merola a Palazzo D”Accursio, in virtù del sostegno alla candidatura per i prossimi cinque. Galletti ricorda la seconda inchiesta che vede indagato Merola per l’acqua allacciata agli occupanti di via De Maria e via Fioravanti e poi disapprova le politiche su traffico e infrastrutture della sua giunta. “Il sindaco – dice Galletti- è stato ostaggio del suo assessore Andrea Colombo, che ha affrontato il tema del traffico in maniera ideologica, non sulla risoluzione dei problemi”. Non è mancato poi un affondo sul Passante Nord: “In un giorno è stata annullata una discussione durata 15 anni, dove si sono spesi soldi in progettazione e dove ci sono impegni presi con Autostrade. Tutto perché siamo vicini alle elezioni e il sindaco ha deciso di rinforzare la sua alleanza a sinistra”.
Galletti candidato alla poltrona di primo cittadino? “Amo questa citta”- ha ribadito – adesso faccio il ministro, poi chi vivrà vedrà”. La porta ad un’eventuale candidatura resta dunque aperta.

Categoria: Cronaca

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