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Anche in questi primi sei mesi di nera crisi economica la cooperazione emiliano-romagnola resiste meglio di altri soggetti imprenditoriali. E’ quando emerge dall’indagine congiunturale di Confcooperative che vede stabili addetti e fatturato. Il campione su cui è basata l’analisi coinvolge il 7,8% delle imprese socie (134 su 1.732). Scendendo nel dettaglio, il 64,9% delle cooperative segna un andamento stazionario del volume d’affari, il 20% indica un incremento.
Positivo il trend dell’agroalimentare, con la metà delle imprese che prevede un fatturato stabile e circa un terzo (il 31,4%) in aumento. E’ stabile il giro d’affari per la maggior parte delle imprese di produzione e lavoro (94,2%), in calo invece per quelle di solidarietà sociale dove solo l’11,8% prevede un aumento. Sul fronte occupazione non c’è male: cresce nell’agroalimentare (nel 51,4% delle imprese aumenta il numero dei lavoratori, nel 30,1% rimane stazionario); stabile nel settore della solidarietà sociale, per il 48,8% delle cooperative; in forte diminuzione, infine, nel settore della produzione e lavoro (con un -62,2%). Segnali positivi arrivano poi dall’export, con un incremento del 10% previsto a fine anno per le imprese aderenti a Fedagri.

Le cooperative emiliano-romagnole reagiscono dunque alla congiuntura economica negativa, facendo leva su mutualità, solidarietà e radicamento sul territorio.

Nel video: intervista a Massimo Coccia, Presidente Confcooperative Emilia-Romagna e a Marco Venturelli, Direttore Confcooperative Emilia-Romagna
rtmp://telecentro.meway.tv:80/telecentro_vod/rvm_confcooperative_20130730.mp4

Categoria: Economia
 

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