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La colpa? Di tutti, meno che di Giacomo Gurini, costretto a tirare nel finale una tripla carpiata senza speranze di riuscita. Rimini perde perché gioca con due uomini in meno (De Pol e Pinton, deleteri), perché rimane a galla solo con invenzioni personali, perché nel finale fallisce troppe volte il possibile tiro del sorpasso. Perde anche a causa dei rimbalzi, e delle motivazioni di un Whiting decisivo. Quel che conta è che perde, e adesso è, assieme a Pavia, laggiù nel fondo di una classifica che comincia a scappare via.
In principio si corre tanto, ma l’inerzia in avvio è biancorossa perché l’alternanza uomo – zona di Galli crea qualche grattacapo ai movimenti sardi sul perimetro: i recuperi biancorossi gasano Phil Goss, che trova un jump nel deserto più una coppia di liberi per il primo mini-strappetto del match (18-8 al 9’), mitigato subito da un calo di concentrazione che costa lo 0-5 isolano con la prima bomba di serata di Franko Bushati (20-13 al 10’, primi due di McCray).
Con Goss e Scarone fuori, Cavina sceglie la zona, e Rimini ci sbatte contro nei primi due possessi, con perse che innescano le famigerate triple in transizione della coppia Bushati – Whiting: Sassari è li (24-21 al 13’), ma ci resta giusto lo spazio di un attimo, perché Giacomo Gurini entra nella matrice e pittura 8 punti in fila (2 bombe), invitando al parco divertimenti pure McCray, missile e 32-21 in un nanosecondo.
Non c’è continuità, però, e l’elastico pazzo della serata propone l’immediato 0-8 ospite (gravi colpe di Pinton, purtroppo), con Jason Rowe e Trent Whiting a dilaniare in transizione un paio di perse sanguinose dei Granchi, sottomessi e non poco a rimbalzo (32-29 al 15’). Sassari accetta il corri e tira e rientra completamente, mentre De Pol fa 0/2 ai liberi e causa il caffè con cioccolatino di Vanuzzo: Rimini concede alla Dinamo tiri aperti piedi per terra e caterve di rimbalzi offensivi, tanto che l’indiavolato Whiting (13 con 5/9 alla pausa) guida i suoi al sorpasso nonostante il “C-Mac time “, affondata sopra al ferro che diverte ma non ‘pesa’ (42-44 al 20’).
L’inerzia rimane sassarese, col 4-0 Ezugwu – Whiting che mette paura al 105 (42-48 al 22’), anche se il mormone trova il modo di commettere terzo e quarto fallo in un amen: il match si inerpica sul più classico dei batti e ribatti, ma Rimini fatica tantissimo tenere le scorribande di Rowe, glaciale se può pensare al da farsi, e si affida quasi esclusivamente al talento del suo duo Usa.
I Crabs soffrono (50-56 al 26’), ma rimangono attaccati con un paio di recuperi d’oro e le raspate di Scarone e Rinaldi, anestetizzate però da errori gravi piedi a terra e da altri due liberi buttati a mare da German, che dal possibile -1 vede Dordei lanciare la bomba del controllo ospite (55-61 al 39’, 59-63 alla penultima sirena).
E’ Chris McCray, nel bene e nel male, l’unico che può ri-girare l’inerzia, tanto è vero che è lui a pescare 2 acrobazie allucinanti (63 pari al 32’) e poi a commettere un quarto fallo molto dubbio.
E’ una guerriglia urbana senza complimenti, che Cavina affronta ributtando nella mischia Whiting – tripla immediata – e che Rinaldi interpreta benone, anche se i Crabs sbagliano 3 volte il tiro del sorpasso, con De Pol a causare più danni della grandine anche da solo e senza nessuno nei pressi (67-71 al 35’, 3/4 di Ezugwu ai liberi quando conta).
Il match è nella sua decisione, e la bomba dal nulla di McCray illude tutti quanti: sul 70-71, però, Scarone sbaglia due comode triple da libero, Whiting invece la mette con le mani in faccia. C-Mac ci riprova ancora (72-74 a 2’18”), Goss costringe Rowe all’errore ma è ancora German, a forzare un altro tiro che non va. Whiting percorre l’autostrada deserta ma poi lascia, con 10” alla fine, il teorico possesso del pareggio nelle mani riminesi (76-79), che franano assieme a Gurini e a una palombella che non tocca nemmeno il ferro.

Categoria: Basket
 

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