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Meglio non capitarci mai più, nei pressi di Cremona, maledizione sistemica che si presenta a cadenza ricorrente, per il Basket Rimini. Senza stare qui a rivangare il famoso spareggio salvezza di Treviso (stagione 89-90’) dove la Marr piombò in serie B perdendo proprio contro l’allora Braga Cremona, basta tornare indietro di due stagioni fa, a quella porta girevole sbattuta in faccia ai Granchi di Ticchi (5 aprile 2007) che in caso di vittoria sarebbero saliti dritti in serie A.Una partita quasi vinta, e poi perduta, come quella di domenica sera, con gli orgogliosi ma teneri Crabs a rimettere in piedi una situazione compromessa (61-48 al 27’), per poi sprecare due match point colossali (+2 a 20” dal 40’, + 5 a 2’30” dalla fine del supplementare) e ritrovarsi con un’altra mazzata tremenda, e l’ultimo posto in classifica dato il colpaccio di Pavia nella tana della presunta “corazzata” Veroli, baldanzosa al 105 e remissiva davanti al suo popolo. Sfortuna?
“No, la sfortuna la tira in ballo chi non si crea il suo destino da solo – filosofeggia Giancarlo Sacco – e a me piace sempre pensare che alla fine merita chi vince. Poche storie, abbiamo avuto le nostre occasioni e le abbiamo fallite: la Vanoli ha vinto con merito, a noi resta una buona prestazione e la consapevolezza che per tirarci su dovremo proseguire con le cose positive fatte vedere, eliminando certi errori ricorrenti”.
Partiamo dal bicchiere mezzo pieno, allora. Il cuore e l’aggressività difensiva dei biancorossi, negli ultimi 15’ del regolamentare, permettevano a Scarone e soci di ribaltare la storia di un match già indirizzato. Percentuali altissime dal campo (63% da due, 45% da tre), uno Scarone pazzesco, un Goss finalmente incisivo.
“E’ nato tutto da dietro, dall’aggressività che i nostri esterni hanno messo sul parquet contro giocatori di categoria superiore come Bell, Mbemba e Gigena. Da li abbiamo preso linfa, trovando ottime cose da German e da Phil, ma anche da Pinton. Ho riportato Scarone al suo ruolo naturale, quello che ha fatto per tutta la vita: lui è il direttore d’orchestra, Goss sarà il finalizzatore. Penso che sia questa la strada offensiva da seguire”.
Di contro, purtroppo, sempre le solite cose. In primis la mollezza di un “contorno” che ha prodotto 23 punti sui 92 di squadra (69, per il trio Scarone – Goss – McCray), poi l’impotenza di un reparto lunghi letteralmente vivisezionato dai vari Valenti, Cusin e Gigena, capaci di catturare 20 rimbalzi sotto il canestro riminese, con quello decisivo di Valenti che regalava a Soresina il supplementare. E poi le palle perse, ben 23, alcune veramente evitabili.
“Si, la lettura è giusta ma bisogna sempre considerare chi hai di fronte – dice il coach – perché, pur senza Lollis (fuori dal match dopo 3’ per uno stiramento, ndr), regalava a Soresina il supplementare. E poi le palle perse, ben 23, alcune veramente evitabili.
“Si, la lettura è giusta ma bisogna sempre considerare chi hai di fronte – dice il coach – perché, pur senza Lollis (fuori dal match dopo 3’ per uno stiramento, ndr), a Kesicki, è stato l’unico ad alzare l’intensità nel pitturato, anche se rimbalzi è una cifra da migliorare. Rinaldi deve essere più concreto, Gurini darci di più. Con me gioca chi se lo merita durante la partita. Il pessimismo ora non serve, io non mi abbatto e penso solo alla trasferta di Brindisi”.

Categoria: Calcio
 

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