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Rimbalzi, intensità intelligente, recupero degli infortunati. Il tutto, in linea di massima, da perfezionare nel giro di 10 giorni. La patata scotta, e ce l’ha in mano lui, Massimo Galli, di sicuro non annoiato dalle problematiche incombenti di casa Crabs.
Perché c’è chi “può” e chi deve “arrivarci” dalla strada secondaria, puntando alla meta con la forza del lavoro e la voglia di migliorarsi strada facendo. Uscita dal “Memorial Novelli” con un ko di fronte a quella Fileni Jesi che il 5 ottobre testerà per davvero le ambizioni dei Granchi, Rimini si prepara all’ultima fatica del precampionato, il Memorial Manetti e Leonetti di domani e sabato, conscia dei puntini che mancano sulle proverbiali “i”.
“La priorità in questo momento è alla voce rimbalzi – spiega Cedro – visto che anche Jesi ci ha letteralmente dominato sotto le plance (39 a 24 il duro riscontro, ndr). E’ questione di mentalità, non avendo un ‘centrone’ dobbiamo agire di squadra, lottare tutti insieme e soprattutto andarci tutti, piccoli e lunghi. Se pensi di vincere in trasferta prendendo 15 rimbalzi in meno del tuo avversario, stai fresco”.
Mentalità, ma anche caratteristiche. A parte il buon Gurini, non sembra che in casa Crabs ci siano specialisti col vizio della carambola nel settore “guardie”.
“Forse è vero – ammette Galli – ed è vero che negli anni passati avevamo esterni col rimbalzo nel dna tipo Thomas, Pickett, Demian Filloy. Però Goss e McCray sono due discreti rimbalzisti, e comunque il concetto rimane lo stesso: dobbiamo lavorare per limitare il gap con le squadre avversarie, sperando però di essere al completo. A Jesi eravamo molto corti, le assenze di Scarone e De Pol pesano tanto”.
Preparare un esordio senza due dei giocatori più rappresentativi, effettivamente, non è il massimo della vita. Soprattutto a livello di amalgama ed entusiasmo.
“Ma è così, e io posso solo sperare che recuperino e si presentino al match contro Jesi in condizioni discrete – sospira Cedro – La squadra in difesa va a sprazzi, giochiamo bene alcuni minuti e poi ci rilassiamo di colpo. Per caratteristiche tecniche abbiamo un gruppo di discreti difensori, ma quello che ci serve è la difesa collettiva, il perfezionamento delle rotazioni sul lato debole, l’aiuto sotto canestro. Tutte cose decisive che si fanno insieme: non a caso, anche nelle amichevoli, a una buona difesa corrisponde un buon attacco e viceversa”.
Per chi di foga ce ne mette poca, c’è anche chi esagera e va fuori giri. Va trovato un equilibrio, la famigerata intensità intelligente che ti permette di ragionare.
“Si, il termine calza. Ci capita di voler fare le cose in fretta e furia, e spesso per eccesso di generosità battiamo in testa. Bisogna capire che, anche quando siamo sotto, è solo col raziocinio e la calma che si può recuperare. Kesicki? Deve darci una mano più consistente a rimbalzo, a Jesi ne ha preso 1 solo e non può bastare. Sono contento di Crow e di Moreno, li ho fatti giocare insieme e con loro in campo siamo riusciti a rientrare in partita”.
Rimane solo da darci dentro di brutto, consci che il calendario non aiuta. “Inutile avere troppe pretese e caricare di eccessiva pressione il gruppo – chiude Galli – ma con Jesi in casa dobbiamo vincere, perché poi si va a Casale e arriva qui Pavia, che ho visto e mi ha impressionato molto. Varese e Reggio Emilia rimangono le mie favorite”.

Categoria: Basket
 

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