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Tutti nell’arena, vediamo chi è il più veloce del reame. Il rischio di assistere a una “rumba” senza precedenti c’è, del resto parliamo di due squadre nate e costruite per correre, per lanciarsi in transizione, per ragionare il meno possibile. Ecco perché, probabilmente, a prevalere sarà chi saprà gestire meglio il ritmo, cambiandolo a proprio favore. Tutto questo lo vedremo domenica, in un 105 Stadium (ore 18.15) che aspetta ancora il primo hurrà stagionale dei Granchi di Galli, attesi allo sblocco contro la smaniosa Pavia di Salieri, che 5 giorni fa ha letteralmente vivisezionato la corazzata (o presunta tale) Reggio Emilia.
Regia Se in casa Crabs abbondano, e si fa pure fatica a capire chi sia, il vero regista, Stefano Salieri ne ha uno di riferimento, l’italianissimo Andrea Cinciarini, 22enne figlio e fratello d’arte arrivato da Montegranaro per riprendersi il parquet a suon di assist e cavalcate in campo aperto. Nelle prime due, il cattolichino ha fatto benissimo (10.5 punti, 7.5 assist, il 61.5% da due): se lo si lascia fare, sono davvero dolori. Phil Goss stavolta non si può fermare al suo fatturato, deve per forza di cosa distruggere anche la produzione altrui, visto che sia Maestranzi che Dowdell, fin qui, lo hanno messo in grave difficoltà.
Dietro al “Cincia”, l’espertissimo Federico Antinori (classe 1975), uomo d’ordine che bada alla sostanza: Scarone e Pinton possono e devono vincere la sfida al timone, se no si rischia grosso.
Esterni Si va di energia e voglia matta. Chiedetelo al tuttofare Marigney, ogni anno silurato (Ferrara e Reggio Emilia gli step precedenti) e sempre più motivato. Si prenderà cura, probabilmente, di Phil Goss: ottimo difensore, attaccante di striscia (18.5 punti, 5.5 rimbalzi nei primi 80’), soffre le pressioni costanti. Scarone su di lui, con la sfida tra Jeff Viggiano e Chris McCray come possibile ago della bilancia del match.
Il 23enne paisà, atletico a dismisura e atipico ancora di più coi sui 196cm di stacco verticale, nelle prime due ne ha messi 16 di media col 60% da due e il 50% da tre, più 5 rimbalzi. Può soffrire la velocità di C-Mac, anche se su di lui la guardia sarà un tantino problematica.
Dal pino si alza, e alza volentieri la mano, il capitano e idolo pavese Martin Colussi (7.5 punti), emblema di quello che vuole coach Salieri: il tiro, sempre e comunque. C’è anche Marco Evangelisti, ex bomber delle minors, a sparare sentenze dall’arco (solo 2 punti con 2 tiri nelle prime 2): la percentuale da fuori dell’Edimes va tenuta sotto controllo assolutamente.
Lunghi Salieri ama giocare con 4 piccoli, ed ecco spiegata la presenza in quintetto, come ala forte di rottura, di Tomas Mobley (15.5 punti, 3.5 rimbalzi), talento di Charleston al secondo anno a Pavia. Di lui si occuperà, in avvio, il buon Tommy Rinaldi, che può fargli sentire i gomiti, mentre Kesicki, almeno all’inizio, sarà l’antidoto per Bernd Volcic, pivot austriaco ex Casale che fa della sostanza, e della malizia, i suoi punti di forza (15.5 punti, 10.5 rimbalzi). E’ lui, il leader silenzioso dell’Edimes, che può anche navigare con Viggiano da “4” e ha molto poco alla voce lunghi di riserva (Marco Ammannato, 202 dalla Virtus Siena). Stavolta Sandro De Pol dovrà incidere di più, e Rimini cercare di prevalere nella battaglia del colorato. Correre si, ma con la testa. Si vince così.

Categoria: Basket
 

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