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Le vicende attuali legate al Paladozza, ed alla sconsiderata gestione che ne sta attuando Gilberto Sacrati, ex numero 1 della Fortitudo, sono sempre al centro delle cronache. Notizia di oggi è che il patron della Virtus Claudio Sabatini ha chiesto all’amministrazione comunale la disponibilità dell’impianto di piazza Azzarita per la partita della Virtus contro Teramo, prevista per sabato 12 maggio. La scelta di chiedere la possibilità di giocare al Paladozza è naturalmente politica e ben poco c’entra con lo sport: Sabatini ha sempre affermato di desiderare lo storico impianto del centro in gestione diretta, per poter riportare lì la Virtus ed utilizzare la Futurshow Station di Casalecchio, di sua personale proprietà, prevalentemente per gli eventi musicali, che portano in questo periodo incassi ben superiori a quelli garantiti dalle V nere. La squadra bianconera ha infatti grandi partecipazioni di pubblico, in questo periodo, ma una buona parte dei tifosi entra con biglietti omaggio, distribuiti dalla squadra stessa nei centri commerciali e nelle scuole, quindi va da sè che gli incassi un poco latitino. Quindi, nonostante gli endemici problemi con Sacrati, il Comune sta da tempo nicchiando alle richieste di Sabatini, ed il perché è facile da capire: il numero 1 virtussino ha già in gestione la suddetta Futurshow Station, la palestra Virtus in via dell’Arcoveggio (costruita tra l’altro su terreno comunale), il Cierrebi Club di via Marzabotto, l’impianto e la stessa società di Ozzano in B1, ed ora (per sua stessa dichiarazione) si appresta a rilevare pure la proprietà di una squadra di Lega Due, con relativo impianto annesso. In questa selva di palasport e palestre di proprietà o in gestione, se Sabatini si assicurasse pure il Paladozza, saremmo davanti ad un impero sportivo senza paragoni. Tanto per fare un esempio, a Treviso la famiglia Benetton (proprietaria delle squadre di basket, rugby e pallavolo) dispone di meno impianti, nonostante il fatto che su quella piazza non ci siano altre società se non le squadre biancoverdi. In altre parole, il Comune di Bologna nicchia alle richieste di Sabatini perché, in una città denominata Basket City proprio per la presenza di tantissime squadre (Virtus, Fortitudo, Imola, Ozzano, San Lazzaro, Castelmaggiore, Budrio e compagnia bella), depositare tutto nelle mani di un unico proprietario sarebbe naturalmente un grosso passo indietro.

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