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Sembra un assurdo ma la sconfitta di ieri dell’Italia è un incentivo ancora maggiore di una vittoria in vista dei Mondiali dell’anno prossimo. E’ vero una singola partita non può fare testo, ma l’Italia ha dimostrato che tra gli Azzurri e le furie rosse non c’è più quella distanza che la finale europea di un anno fa aveva evidenziato. E non crediamo che sia solo colpa di un calo spagnolo, ma è chiaro che dopo tanti anni Prandelli è riuscito a limitare anche sotto l’aspetto tattico il gioco spagnolo, tanto che Buffon è dovuto intervenire solo in una occasione per salvare la porta azzurra, mentre dall’altra parte Casillas ha dovuto fare gli straordinari soprattutto per la serata sopra le righe di Antonio Candreva.
Ora agli Azzurri toccherà l’Uruguay nella finalina per il terzo e quarto posto, domenica alle 13 locali, le 18 italiane. Con un caldo insopportabile e la fatica di 120 minuti sulle gambe.
Qualcosa in vista del prossimo anno dovrà cambiare. La situazione climatica è stata praticamente impossibile. Favorire gli orari europei sarà utile da un punto di vista economico, ma è chiaro che da quello tecnico è deleterio per spettaolo e risultati, portando le squadre a pensare prima a conservare le energie, piuttosto che a vincere gli incontri. Ieri la partita è iniziata alle 16 e dopo un’ora i ventidue in campo sembravano già alla frutta, l’idea che domenica si cominci tre ore prima e che questo orario possa ripresentarsi ai Mondiali è davvero un paradosso, che potrebbe anche aiutare quelle squadre, come le africane o sudamericane, più abituate al caldo, rispetto a quelle europee che sulla carta sarebbero le principali avversarie dei carioca.

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Categoria: Calcio, Sport
 

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