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Che il Bologna avrebbe potuto vivere un Natale sereno dal punto di vista della classifica da due mesi a questa parte nessuno avrebbe potuto pensarlo. Anzi l’augurio migliore dopo dieci giornate era quello di poter arrivare al mercato di gennaio senza avere troppo distacco dalle squadre che precedevano i rossoblù in classifica. Del resto la media di 0,6 punti ad incontro non lasciava presagire nulla di buono. La scelta Mihajlovic è sembrata la carta della disperazione, quasi un modo per mettere un tappo ad una situazione disperata. Il Bologna non si è trasformato da brutto anatroccolo in cigno, ma la differenza è sottolineata dai numeri. La media è arrivata a 1 punto e 28 a gara più del doppio di prima e la classifica da disperata si è fatta decisamente migliore. Certo la guardia va tenuta molto alta, mancano ancora 21 partite e come i rossoblù almeno altre tre squadre di bassa classifica si rinforzeranno l’organico e dunque la battaglia si farà sempre più dura. Anzi è oramai un dato di fatto che le pericolanti facciano dei finali di campionato molto forti e dunque è bene mantenere questo ritmo fino alla fine. Ma è indubbio che nonostante la squadra sia ancora in convalescenza i miglioramenti soprattutto dal punto di vista della mentalità siano stati notevolissimi. Ora ai più il Bologna dà l’impressione di una squadra che nelle sue lacune tecniche venda sempre cara la pelle. Che lotta su ogni pallone e riparte senza pensare troppo all’azione subita ma cercando comunque di costruire qualcosa di positivo. Poi capita ancora di regalare un intero tempo all’avversario come con il Torino ed almeno mezz’ora al Lecce, ma l’importante è crederci, come il gol siglato da Di Vaio sul finire dell’incontro e annullato non si capisce bene se per il fuorigioco del giocatore sul primo lancio o per un errore dell’assitente che non ha visto la deviazione di un difensore. Questo è lo spirito di Mihajlovic, quello di chi non vuole mai lottare. Lo ha saputo infondere in poche settimane ed è stato capace di dare a tutti la propria opportunità. Ora dopo due mesi sarà lui a fare un bilancio, facendo una lista di chi è riuscito a seguirlo o di chi non riuscendo a cambiare registro è meglio che faccia le valige. Comunque sia tutti pronti il 2 gennaio alla ripresa degli allenamenti perché la partita con il Chievo alla ripresa delle ostitlità vale molto più dei tre punti in palio

Categoria: Calcio
 

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