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Due punti per arrivare a Villorba sabato prossimo e giocarsi serenamente la seconda posizione nella griglia ormai prossima di Coppa Italia. Era questo l’obiettivo di giornata per la Virtus. Ottentuto dopo una gara intensa, a tratti non bella ma mai banale, a cui la stessa Montegranaro arrivava col coltello fra i denti di tre sconfitte in fila. Ricompare pure il viso allungato di Blizzard in parterre, mentre alla fine patron Sabatini invita pure il pubblico a sostenere un Righetti in difficoltà. Nessuno ha oggi la squadra per reggere fisicità, freschezza e impeto della Montepaschi, e ci si può domandare chi giocherà alla pari di Siena su questo piano attico dei muscoli e della voglia di usarli. Così, nel campionato delle seconde tra una Fortezza impetuosa e rapace fino alla spietatezza di tirare meglio da 3 che da 2 (60% contro 49) e una Premiata, invece, flaccida e confusa, la differenza non poteva che dilatarsi ad abisso. Poi, quanto giunge la news della sconfitta Fortitudo a Caserta, in curva qualcuno si distrae pure urlando “Serie B, serie B”. Tra Langford e Hunter non è facile scegliere il migliore, mentre Helliwell ha giocato 14’ in tutto, credo senza toccar boccia e a Garris è mancato anche il fisico. Di Vukcevic si sono notati i zero sprechi, di lucida copale (cfr. Guccini, un remoto bello da balera), e per il resto tutti tiri giusti, solo cesti, bene anche i liberi. Chi vuole sedersi al secondo posto, s’accomodi. Sabato sera. L’ora dell’aperitivo pre disco non smonta il popolo Virtus: siamo oltre 7000. Dunque, l’inizio in pressing della Fortezza è soffocante, lo stesso Garris ci si perde come un bimbo, il 12-6 pare già una sentenza, quando la Virtus ha il suo passaggio a vuoto (3’ senza gol), ma Montegranaro risale solo a metà con 7-0 che la mette avanti di uno meno d’un minuto. Lì dilaga Boykins, che avrà anche pedigrèe Nba, ma forse proprio stuzzicato dalla nobiltà del match ce la mette tutta per stracciarlo. Tutto ciò che la Sutor sbaglia, Earl infila: giunta anche a +11 per la Virtus al thè ci son già 4 contropiedi, più rimbalzi, difesa, lucidità. Se ne fa 10 in 12’, il migliore a marcarlo è Boniciolli, panchinandolo. Nel secondo tempo Finelli cambia difesa, sperando più che altro che di fronte sbaglino, ma dopo 4’ rischiamo già di essere agli addii. La Virtus ha concesso alla Premiata, non un attacco di brocchi, 2 punti in 4 azioni, semplicemente asfissiandolo. Qui Bologna lucida i mirini (14 punti in 5’), ma su un effimero +13 al 35° le pianta due cesti nel cuore il solito Langford, da due e da tre. Di lì, la china è rovinosa. O esaltante, vista da chi fa rotolare la valanga.

Categoria: Calcio
 

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