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Fa molto male. Perché era li, a portata di mano, a un niente dai sogni. Ci hanno provato, i Crabs, a portarla a casa dopo che la bomba di McCray aveva illuso tutti che fosse un segnale beneaugurate. E invece no, al supplementare Jesi si è dimostrata superiore, mentre Rimini ha pasticciato davvero troppo.
“Si, siamo mancati di cinismo e di lucidità nei momenti chiave del match, soprattutto nell’overtime – ammette Massimo Galli – dove abbiamo sbagliato troppi tiri facili, mentre Jesi, a cui faccio i complimenti, ha dimostrato di possedere un’esperienza assoluta con letture tattiche perfette. Abbiamo pagato i nostri errori, mi dispiace perché l’avevamo rimessa in piedi e avremmo potuto anche vincere nei 40’, se solo fossimo stati più attenti in qualche frangente”.
Una partita divertente, emozionante, piena di colpi di scena e di ribaltamenti di fronte continui. Rimini, però, l’ha iniziata male, sentendo un po’ troppo l’esordio mentre Jesi poteva mettere in cascina fieno prezioso per il proseguo del match.
“Siamo partiti sotto intensità, contratti e tesi, e poi ci siamo ripresi nel secondo periodo, che è stato simile al quarto, nel senso di molto positivo e propositivo, mentre nel terzo ci siamo fatti risucchiare in un gioco che non è il nostro. Il gioco e le scelte sono da migliorare, ma il carattere c’è. Abbiamo lottato e dato il 100%, prendendo più rimbalzi (41 a 34, ndr) e tirando 17 volte di più di Jesi. Produciamo tanto, dobbiamo stringere di più. Certe partite andrebbero vinte, perché producono entusiasmo, ma dobbiamo essere ottimisti, Jesi è una squadra di vertice e abbiamo dimostrato di potercela giocare”.
Tutto giusto, tutto vero. Anche le scelte finali, quelle con Scarone, Goss e McCray a dirigere l’orchestra e De Pol nella mischia. L’ex triestino ha un po’ deluso, così come non sarebbe dispiaciuto vedere Kesicki nel finale.
“Tomasz ha giocato un ottimo primo periodo, e in generale è andato bene – conferma Cedro – ma nella ripresa è stato condizionato dal terzo fallo e poi ha subito due canestri in faccia da Maggioli. Per quello ho preferito toglierlo. De Pol? Non è al meglio, fa ancora fatica”.
Chi è piaciuto per davero, invece, è stato Giacomo Gurini, già dentro lo spartito di brutto, mentre Phil Goss ha perso il duello con Maestranzi.
“Gurini è cresciuto molto per attenzione e concentrazione, direi che la sua è stata una prestazione positiva. Goss? Era emozionato, la tensione non gli ha permesso di incanalare le energie positive nel verso giusto: vedrete che si rifarà, ha dei numeri e lo dimostrerà”.

Categoria: Calcio
 

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