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Il 27 ottobre di 22 anni fa, in un bar di Forlimpopoli, aveva fatto da palo per l’omicidio del barista Salvatore Andricciola, di Lamezia Terme. Lui e l’esecutore materiale del delitto erano stati messi a disposizione di una cosca della ‘ndrangheta per ripagare un debito legato al traffico di droga che avevano contratto con un altro clan, e lei aveva scelto di usufruirne come braccio armato.
Fin da subito le indagini avevano puntato in direzione della Calabria, a causa di una faida che aveva coinvolto la famiglia del barista, a cui nel 1988 erano stati ammazzati il padre e lo zio, e che si era trasferito in provincia di Forlì dopo essere stato ferito in un’imboscata.
Ma, se più semplice è stato rintracciare e condannare l’esecutore e i mandanti dell’omicidio, solamente oggi si è riusciti a ricostruire con prove sufficienti la posizione di Cosimo Damiano Serra, 44 anni, raggiunto da un mandato di arresto internazionale in Lussemburgo, in cui si era trasferito da una decina d’anni. Non una fuga vera e propria, ma più la convinzione che la vicenda si potesse considerare per lui chiusa.

Ieri l’estradizione e il trasporto nel carcere di Rebibbia, a Roma. Nei prossimi giorni è previsto l’interrogatorio di garanzia.

rtmp://telecentro.meway.tv:80/telecentro_vod/rvm_tg_omicidio_20130430.mp4
Categoria: Cronaca
 

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