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Dyego, com’è stato il tuo primo mese in Italia?
“Finora è stata un’esperienza fantastica: ho cercato di conoscere al meglio ogni aspetto di questa realtà che per me è nuova ed è tutto molto bello. Ho avuto qualche difficoltà con la lingua, ma Adailton mi dà sempre una mano, poi, trovata la casa, inizierò a prendere lezioni con un insegnante di italiano; già adesso, comunque, in campo non ho nessun problema ad intendermi con i compagni per sapere quello che devo fare”.

E in campo come ti trovi?
“Il calcio italiano è diverso da quello brasiliano e adattarsi in campo non è stato facile, soprattutto nella fase di gioco senza palla: in Brasile le marcature non sono così strette come in Italia e si tende a concentrarsi sul gioco col pallone tra i piedi. Mi sto applicando molto per comprendere bene come gira il calcio in Italia”.

Ci sono differenze anche nella preparazione fisica?
“Qui si lavora tanto: me l’avevano detto e mi sono messo bene in testa che questo è essenziale per contribuire ad aiutare la squadra. Se in Brasile le preparazione dura al massimo dieci giorni, qui il ritiro è stato di venti giorni, ma ciononostante sono riuscito a svolgerlo per intero e senza dovermi fermare: di questo sono contento”.

Sabato, in Coppa Italia col Vicenza, c’è la prima partita vera.
“Sono pronto: non vedo l’ora di viverla. Fisicamente sono a posto: mi manca il ritmo partita, che viene solo giocando. Da cinque giorni, poi, mia moglie e mia figlia sono arrivate qui a Bologna e questo mi dà ancora più carica”.

Poi ci sarà il debutto in campionato col Milan di Ronaldinho e Pato.
“Quando si scende in campo patriottismo e amicizie si lasciano fuori: il fatto che siano brasiliani come me non cambia nulla, quando si gioca. Quello italiano è un campionato che ha per protagonisti alcuni dei migliori giocatori del mondo: per me è un onore giocare contro questi campioni”.

Se ci sarà da battere una punizione, toccherà a te o ad Adailton?
“Lui batte molto bene le punizioni: quelle dal lato destro dell’area toccano senz’altro a lui, che è un mancino naturale, mentre a sinistra posso calciarle io, come ho fatto nel secondo tempo dell’amichevole di Atene”.

Chi tra i tuoi nuovi compagni di squadra ti ha stupito di più?
“Volpi per la facilità di lancio, Adailton per il gran sinistro, Amoroso per la rapidità, ma anche Marazzina, Terzi, Mudingayi: qui ci sono tanti ottimi giocatori”.

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