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L’estate di Giorgio Valli è passata in fretta, tra qualche momento di riposo, i camp estivi in Sicilia, ma soprattutto il mercato per allestire la nuova squadra. Tra il lavoro fatto in Italia e il viaggio negli Stati Uniti, il coach che ha regalato a Ferrara la storica promozione in serie A ha dedicato molto tempo alla costruzione della nuova Carife. Con lui il suo assistente, Alberto Morea, ed un Sandro Crovetti che nel ruolo di general manager ha partecipato alle trattative. Ormai da qualche settimana la squadra sulla carta è pronta. Per vederla all’opera nella sua interezza si dovrà attendere ancora qualche giorno. Perché dopo l’arrivo di Collins e Jamison, se non ci saranno intoppi, mercoledì dovrebbe arrivare in Italia anche Ebi.
Intanto buona parte dei giocatori della Carife sono già al lavoro ed hanno nelle gambe una settimana di allenamenti. «Abbiamo svolto quasi esclusivamente un lavoro atletico – racconta Valli – e a parte un piccolo risentimento per Brian Sacchetti le cose stanno andando bene. Siamo ancora molto indietro e comuque la squadra non è ancora al completo. Mancano tre americani e quindi un pezzo molto importante. Per ora abbiamo lavorato sul piano fisico e per migliorare i fondamentali individuali».
Conoscendo Valli è ovvio che stia aspettando con ansia il momento di avere la squadra al completo: «Spero accada molto presto. Abbiamo molto lavoro da fare. E’ vero che durante il mercato l’idea principale è stata quella di confermare buona parte del gruppo che ha vinto la Legadue. Anche tecnicamente pensiamo di fare tesoro del lavoro svolto lo scorso anno. Ma dobbiamo anche integrare nuovi giocatori e farlo nel più breve tempo possibile. Per questo spero di avere presto lo squadra in palestra al completo. Dobbiamo conoscerci». E forse anche prepare un cambio di marcia rispetto alla Legadue: «E’ ovvio. L’impatto fisico sarà diverso in serie A, ed anche la velocità del gioco sarà maggiore. Sarà molto diverso e dobbiamo abituarci in fretta al nuovo ritmo».
Mentre a Ferrara teneva banco la questione palasport, lo staff tecnico della Carife cosa faceva? «Ci siamo occupati di mercato e di preparare la nuova stagione. Abbiamo cercato i giocatori che potessero rinforzare questo gruppo. Era importante aggiungere fisicità, trovare uomini con caratteristiche tali che ci permettano di avere un gioco adatto alla categoria». E del mercato delle altre che ne pensa? «Sono terrorizzato. Nel senso sportivo del termine, ovviamente. Ma dal mercato sono uscite squadre molto forti, con giocatori di alto livello. Anche squadre che erano partite in sordina come Udine o Teramo hanno poi messo a segno colpi importanti. Sarà un campionato molto difficile e dopo due anni di transizione penso che quello italiano sia tornato ad essere un torneo molto competitivo. Diciamo che abbiamo scelto l’anno peggiore per andare in serie A. Ma ci siamo, ne siamo felici, siamo affascinati da questo campionato e cercheremo di fare del nostro meglio. Ci sono squadre che non hanno affatto risparmiato. Se noi abbiamo pensato a mantenere in squadra il maggior numero di italiani, ci sono molte squadre che hanno italiani che sono tali solo sulla carta. Basta dare un’occhiata ai roster per rendersene conto. Lo sapevamo che sarebbe stato così».
Sta seguendo le Olimpiadi di Pechino? «Se parliamo di pallacanestro diciamo che gli Stati Uniti sono un passo davanti a tutti. Però fa strano vedere squadre come l’Angola e l’Iran ad una competizione di questo livello: non si ha la percezione di vedere il meglio del basket. Credo però che anche alle Olimpiadi si stia dimostrando che la fisicità nel gioco è la cosa che conta di più, è forse l’aspetto più importante. Cerchiamo di cogliere anche noi questo insegnamento. Del resto abbiamo cercato di muoveci sul mercato andando a prendere giocatori che possano darci una maggiore presenza fisica, una maggiore forza. Oltre a questo dovremo lavorare il più possibile in palestra per migliorare la condizione atletica e farci trovare pronti durante il campionato».

Categoria: Basket
 

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