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Se ancora ad oggi non s’è capito nulla o quasi sulle sorti di Gianluca Basile, una cosa che già si annusava nelle settimane scorse s’è chiarita una volta per tutte: Basile vuole restare in Spagna, lo ribadiva un paio di giorni fa, l’ha confermato ieri pomeriggio pur con una buona dose di cautela quando s’è sparsa la voce d’una disponibilità del Barcellona a riallacciare i contatti. «Pare abbiano accettato la mia proposta, ma senza il contratto e la firma ora non mi è possibile dire di più» indugiava il Baso, già morbido l’altro ieri, quando tutti parlavano d’addio consumato. Dunque, l’ex capitano non avrebbe affatto gradito il rimpallo del club — che prima gli ha offerto un rinnovo al ribasso poi ha tentato il «blitz» per trattenerlo alle proprie condizioni — ma ha ancora il Barça come prima scelta.
Smascherato, il Barcellona evidentemente s’è preoccupato del danno d’immagine, dopo che i quotidiani e l’agente Maurizio Balducci (che ieri avrebbe lasciato la Spagna) hanno parlato di rottura, e risposto alla chiamata del giocatore. Il Baso, ricevuto il benservito — a eccezione del coach Xavier Pascual, la dirigenza non voleva rinnovarlo — ha deciso di non mollare la presa, di rilanciare, e probabilmente di trovare un nuovo accordo ad un ulteriore ribasso (quello precedente era su base biennale da 600 mila euro all’anno) pur di stare in Catalogna. A questo punto la Fortitudo, pur in attesa, diventa ancora una volta accessoria. Lo vuole fortissimamente Gilberto Sacrati, pronto a confermare l’offerta da circa 1,8 milioni in tre anni, aspettano poco entusiasti gli eventi gli altri in un perimetro già lautamente occupato, iniziano a non volerne più pure i tifosi, stufi del continuo tira e molla.
Intanto la Virtus deve scegliere che strada prendere per arrivare al playmaker. Ieri si registravano movimenti da Tel Aviv, dove il Maccabi avrebbe rilanciato sui 3 milioni di dollari l’offerta per Jason Williams. «Noi abbiamo mollato la pista » è l’affondo ufficiale di Claudio Sabatini, che conoscendolo starà comunque attentissimo all’evolversi degli eventi. Il nome nuovo per la Virtus è Dan Dickau (bianco, 30 anni, 183 cm, super esperienza Nba e, si dice, passaporto polacco in tasca), che le cronache davano già firmato in Russia ma che in realtà è libero, ma costoso. Non è un affare in discesa. Più semplice invece arrivare alla firma di Davide Bonora, pronto al ritorno bianconero: c’è da smussare qualche spigolo, ma sia il giocatore sia il club vogliono trovare l’intesa. Sarà il cambio del play.

Categoria: Calcio
 

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