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Marcello, con questo di Sestola quanti ritiri hai sostenuto in carriera?
“Ho iniziato quando avevo sedici anni, ora ne ho trentacinque: è il mio ventesimo ritiro”.

Non ti sei stancato?
“No. Ero anche a scadenza di contratto: se mi fossi scocciato, avrei anche avuto la possibilità di scegliere altre strade. Fortunatamente mi è stata data la possibilità di continuare (non bastavano le mie intenzioni), quindi sono qua: è il ventesimo ritiro e spero che non sia l’ultimo”.

Sui gradoni di Sestola un anno fa svelasti un discorso fatto tra voi giocatori: vietato sbagliare, obbligatorio accettare le scelte dell’allenatore e assumersi le proprie responsabilità. Un anno dopo i concetti sono gli stessi?
“È chiaro che i concetti sono gli stessi e devono rimanere questi: non c’è neanche bisogno di esternarli perché ormai queste cose nello spogliatoio sono molto chiare. I nuovi arrivati si sono inseriti benissimo in questo discorso: non c’è bisogno neanche di spiegare nulla. Le basi dell’anno scorso chiaramente dovranno essere le stesse anche di quest’anno: affrontiamo un campionato difficile, ma finalmente siamo tornati in A e sappiamo che non dobbiamo viverlo da comparsa bensì da Bologna”.

Quali saranno le difficoltà della Serie A?
“È chiaro che le difficoltà saranno diverse, lo sappiamo anche noi: troviamo squadre che non ti permettono errori. La A è probabilmente è meno ossessiva, trovi giocatori che ti danno meno fastidio a livello di corsa e di pressing, in alcune squadre, ma la concentrazione deve essere massima per novanta minuti, perché in compenso trovi giocatori che per gran parte della gara fanno le comparse e poi all’improvviso cambiano le partite. Dovremo essere concentrati: l’anno scorso a volte abbiamo portato a casa il risultato pur avendo commesso degli errori, quest’anno gli errori dovranno essere ancora di meno”.

È più facile vincere in B o salvarsi in A?
“Sono difficili entrambe le cose. La B non l’avevo quasi mai fatta e ho scoperto in questi due anni che non è facile salire. Vero è che due anni fa c’erano grosse squadre, ma anche l’anno scorso è stato difficile salire nonostante i tanti punti che abbiamo fatto. In A non c’è più un grossissimo squilibrio di forze: a parte le prime tre o quattro, le altre si sono molto livellate e sono molto combattive. È un campionato sicuramente più equilibrato e difficile”.

La salvezza quest’anno vale quanto la promozione nel campionato passato?
“Il nostro obiettivo di partenza è una salvezza tranquilla: noi dobbiamo assolutamente centrarlo il primo possibile. È un traguardo molto importante: il primo anno per una neopromossa non è facile, nemmeno per il Bologna. Noi ci stiamo preparando e secondo me ci riusciremo”.

Come valuti i nuovi acquisti?
“Difficile fare un primo bilancio: è ancora presto. Si conoscono bene alcuni elementi: il grosso temperamento di Mudingayi era noto e l’ha dimostrato già alla sua prima amichevole ieri, è un giocatore molto combattivo. Mi è piaciuto molto nelle prime uscite Coelho: i suoi cross sono molto forti e a un attaccante basta appoggiare il piede per fare gol, quei cross per una punta sono una delizia”.

La difesa è molto rinnovata: servirà la tua esperienza.
“Anche io, comunque, ho due anni di ruggine in B e non sono più un ragazzino: ci sarà da lavorare. Dal punto di vista dell’esperienza, chiaramente, quel qualcosina in più ce l’ho, ma gli altri hanno l’età dalla loro parte: ci sarà da lavorare tutti assieme, come gruppo, così com’è successo l’anno scorso. Dovremo ripercorrere la strada che abbiamo intrapreso l’anno scorso, quando per tutto il girone d’andata abbiamo costruito le nostre fortune sui pochi gol subiti. La squadra era messa in una certa maniera ed era difficile farci gol: pur non segnando tantissimo, abbiamo portato a casa dei risultati in questa maniera. Dovremo ripercorrere quella strada, lavorare di squadra, subire pochissimi gol: in questo modo, come abbiamo visto, i risultati si ottengono”.

Moras era l’esordiente in difesa l’anno scorso, quest’anno ci sono Britos e Rodriguez.
“Moras è venuto fuori ed è anche stato determinante in alcune partite: credo sia un uomo su cui appoggiarsi tranquillamente. Terzi è qua già da diversi anni che è qua. arriverà Britos: me ne hanno parlato bene, siamo ansiosi di vederlo, idem per Rodriguez. Ne abbiamo bisogno e la concorrenza quest’anno sarà un fatto sicuramente molto positivo. Credo che negli ultimi anni la società, in primis il direttore Salvatori e i suoi osservatori, abbia lavorato bene: colpi come quello di Moras devono essere il pane del Bologna, che chiaramente non può permettersi di prendere giocatori affermati e pagarli moltissimi soldi. Il Bologna deve cercare di fare questi colpi: Moras è andato bene, non vedo perché non debba essere lo stesso anche quest’anno per i nuovi acquisti”.

A Bernacci hai già ricordato quel gol segnato allo scadere che vi è costato due punti ad Ascoli?
“Dico la verità: ancora non gli ho detto niente e non ho nemmeno avuto la possibilità di giocarci una partitella contro. Alla prima partitella, mi sono promesso di dargli una stecca, poi gli ricordo quello che è successo ad Ascoli!”.

Come hai ritrovato Volpi e Zenoni, tuoi compagni alla Sampdoria?
“Bene. Sono due ragazzi sempre molto equilibrati e silenziosi: l’avevo anche detto al mister. Volpi l’ho visto in campo ha già fatto vedere le sue geometrie e ieri ha anche fatto due bellissimi gol in amichevole. Zenoni sicuramente ci darà un ottimo supporto sulla fascia. Ho ritrovato i due giocatori che conoscevo, con in più la voglia di riscattare un anno, quello passato, un po’ opaco per vari motivi”.

Dopo un anno con Arrigoni, secondo te qual è il suo valore aggiunto?
“Da giocatore, non entro nel merito dell’aspetto tecnico. Penso che abbia lavorato molto sul gruppo e che abbia sempre parlato a viso aperto e con tutti. Credo che nessuno l’anno scorso si sia potuto lamentare di nulla: chi non è stato chiamato in causa ha sempre ricevuto spiegazioni, e questo vale per tutti, compresi i ragazzi di vent’anni, e in questo modo è riuscito ad amalgamare il gruppo. Se molte cose sono andate bene, a livello di spogliatoio, credo che grande parte del merito sia sua”.

Sarai ancora tu il capitano?
“In queste due amichevoli ho giocato dall’inizio e ho tenuto io la fascia, ma non ne abbiamo ancora parlato. Abbiamo un allenatore che sa cosa è meglio per la squadra ed è giusto che sia lui, assieme allo spogliatoio, a prendere questa decisione. Se il capitano sarò io lo farò con molto piacere per il secondo anno di fila, e questa volta in Serie A; se sarà qualcun’altro non ci sarà nessun problema. Chiaramente mi farebbe molto piacere continuare ad essere il capitano: non cedo la fascia a cuor leggero! Fare il capitano del Bologna è una soddisfazione che non tutti nella via possono dire di aver provato: a me è capitato nella stagione della promozione e mi piacerebbe molto provarlo anche in Serie A”.

Se sarai capitano, significherebbe che a te spetterà un posto da titolare.
“Non sempre è così, soprattutto in Serie A. Io ho fatto dodici anni in A, ma questo non può garantirmi il posto, che va conquistato e meritato durante la settimana, quando il mister fa le sue valutazioni indipendentemente dai nomi. Poi uno può fare il capitano anche stando in panchina”.

E nello spogliatoio.
“Chiaro, ma qui dentro ce n’è più d’uno con questa caratteristica, anche tra i meno anziani. Mingazzini l’anno scorso era il vice-capitano e penso sia un giocatore molto importante sotto questo aspetto: è sempre lì a lavorare, adesso è un po’ dispiaciuto non potendo allenarsi a pieno regime per un piccolo infortunio e si vedi che sta soffrendo; questo è positivo perché si vede che ci tiene e credo che anche il resto del gruppo abbia notato questa sua sofferenza. Queste sono cose importanti per cementare il gruppo e per affrontare un campionato come questo. E non vorrei dimenticare i ragazzi che sono andati via: Bonetto, Daino, quelli che sono andati in prestito, quelli arrivati in corso, come Fava, Bucchi, Giubilato. Li abbiamo sentiti in questi giorni e credo che gli sia dovuto un grazie particolare: per noi sono stati importanti e lo saranno anche essendo da un’altra parte, sono amici che ci hanno permesso di conquistare la Serie A”.

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