Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

Era accaduto nella settimana antecedente la sfida con Pesaro; è successo di nuovo in questi giorni. Telefono caldo per Fabio Zanelli, raggiunto da molti media romani per raccontare la vigilia dell’ex. Al di là delle trovate giornalistiche, questo genuino interesse spiega molto del carattere di “Zanna”: impegno, etica del lavoro, intelligenza dentro e fuori dal campo; insomma, un tipo che sa farsi voler bene.
«Mi chiamano per gentilezza – minimizza Fabio – e perché Ferrara è una neo promossa, e non è facile trovare agganci per presentare la partita. Ma a parte gli scherzi, mi fa piacere che le mie ex squadre si ricordino di me. Dell’esperienza di Roma poi ho buoni ricordi; ancora non facevamo l’Eurolega, ma era già una squadra di vertice. Il secondo anno arrivammo fino alla semifinale scudetto; io giocavo poco, ma avevo davanti tantissimi campioni. Faccio fatica a ricordarli tutti: Parker, Myers, Santiago, Righetti, Jenkins, Bonora, Tusek, e ovviamente Tonolli. E’ a Roma da una vita: lo ammiro, sono davvero rimaste pochissime le bandiere nel nostro sport».
Con quali sensazioni accogli la Lottomatica?
«Di chi è andato sotto un treno! Mi spiego: ho ormai risolto i problemi muscolari, ma dopo due settimane praticamente senza allenamento riprendere a pieno regime è stato un piccolo trauma. Necessario però: devo recuperare ritmo partita e livello atletico».
Una fregatura l’infortunio: eri partito benissimo…
«Già, e le ultime invece sono andate molto male. Purtroppo i problemi mi hanno condizionato: inconsciamente, il fatto di non poter spingere in partita mi ha frenato. Però basta parlare di questo: ci siamo messi i problemi fisici alle spalle, la squadra questa settimana si è allenata bene e tutta insieme. Guardiamo avanti».
Allora guardiamoci negli occhi: come sta la Carife?
«Stiamo parecchio arrabbiati, con un misto di malumore e tristezza. Intendiamoci, si può perdere: siamo qui per salvarci soffrendo. Ma non si può nel modo in cui abbiamo ceduto contro Caserta. Quella partita ce la portiamo dentro, è come se fossimo in debito con i tifosi. Certo, in tanti eravamo acciaccati, ma lì è mancato l’atteggiamento difensivo; proprio quello di cui un gruppo come il nostro non può mai fare a meno».
Quindi, cosa dobbiamo aspettarci?
«Che tutta questa rabbia si tramuti in grinta e voglia di vincere. In fondo, basterebbe una vittoria per rimettere in circolo il giusto entusiasmo. Basta facce spente e abbacchiate: per uscire dal momento delicato serve atteggiamento positivo e sangue freddo. Abbiamo qualche problema, ma ingigantirlo sarebbe controproducente».
Ultimamente il problema si chiama soprattutto attacco. Che idea ti sei fatto delle vostre difficoltà a fare canestro?
«Ci manca un po’ di talento, e forse ci manca anche un pizzico di lucidità perché spendiamo davvero tante energie in fase difensiva. Ma non si può fare altrimenti: possiamo raggiungere l’obiettivo solo partendo dalla difesa».
E domenica forse arriva l’avversario peggiore: una squadra fortissima ferita da una striscia di risultati negativi…
«La Lottomatica è una vera corazzata. Li ho visto contro la Virtus Bologna, e anche nella sconfitta mi hanno davvero impressionato. Hanno fisico, talento, e sono tantissimi. In campionato hanno perso le ultime quattro gare, e arriveranno sicuro col coltello tra i denti. Ma ad attenderli avranno una Carife altrettanto arrabbiata. Anche noi avremo il coltello tra i denti, e ci vogliamo provare».

Categoria: Basket
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.