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Nella Carife che sta facendo la sua brava fatica ad abituarsi al livello della serie A, c’è però un giocatore che sembra tornato a casa. Harold Jamison il passaggio di categoria non sembra averlo sentito, anzi: se nelle aree della Legadue si sentiva un gigante in un negozio di cristalli, ora può sprigionare tutta la sua energia, e far valere fisico e muscoli. Quanto all’esperienza poi, è una di quelle caratteristiche che certo non mancano ad “Aroldo” come lo chiamano i tifosi ferraresi: lui che ha anche respirato l’aria dell’NBA, la massima serie italiana la conosce eccome.
E soprattutto, conosce bene la prossima avversaria di Ferrara. Per due stagioni, nel 2003/04 e nel 2006/07, ha vestito la maglia di Avellino: «Ritroverò tanti amici, dentro e fuori dal campo. Radulovic è stato mio compagno di squadra, mentre con Best ci siamo incontrati tante volte da avversari nella NBA».
Poi sotto canestro troverai Williams: uno dei pochi pivot del campionato più grossi di te…
«Già, di solito me la devo vedere con avversari con meno stazza, mentre lui è veramente enorme. Per cercare di metterlo in difficoltà dovrò usare molto i piedi, facendo valere la mia velocità nel muoverli, e soprattutto la testa».
E in panchina ritroverai Markovski…
«Nelle mie due esperienze con l’Air sono passato da Markovski a Boniciolli, un bel salto! Zare è il tipo di allenatore costantemente focalizzato sul lavoro, sulla squadra, sulla partita; Matteo invece è uno stravagante, ma nel modo giusto».
Come giocano le squadre di Markovski?
«Usano molto il pick and roll e i doppi blocchi per il portatore di palla. In generale sono piuttosto sbilanciate nel gioco esterno, e sono pericolosissime dal perimetro. Ad esempio come numero “4” hanno giocatori tattici come Tusek o Radulovic, molto bravi a tirare dall’arco».
A che punto è, invece, il morale della Carife?
«Direi buono: questa settimana stiamo lavorando duro in palestra. Ora il dolore per la sconfitta all’ultimo tiro con Milano è passato; rimane però l’arrabbiatura, e quella si sta trasformando in tanta voglia di vincere. Avellino è un’ottima squadra, ma proprio per questo non dobbiamo abbatterci, dobbiamo continuare a migliorarci. Scenderemo al PalaDelMauro con la nostra consueta voglia di lottare, mettendoci fisico, carattere e tanto cuore».
Siete alla ricerca del colpaccio?
«Siamo alla ricerca di noi stessi. Poi dico una cosa: dopo poche giornate solo Siena, e forse Roma, si sono dimostrate di un’altra categoria. Per il resto ho visto abbastanza equilibrio. Direi che è un torneo piuttosto livellato: il che significa che dobbiamo sudare contro ogni avversario, ma anche che possiamo provarci contro chiunque».

Categoria: Calcio
 

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