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Veterano passato quasi inosservato nella ridda di ricchi nomi ingaggiati dalla Virtus, Jamie Arnold con i suoi undici anni d’esperienza in Europa vissuti da vagabondo dalle mani dolci è forse l’uomo in più per le Vu Nere, in cerca d’affidabile qualità. Belgio, Francia, Cipro, Spagna, tanta Israele, ora l’Italia: per il lungo di Detroit, quattro interno col 59% da due di media nelle ultime quattro stagioni, la tappa bolognese non è casuale e per i bianconeri è un’aggiunta di spessore, un ombrellone anche per i meno esperti Sharrod Ford e Keith Langford in attesa dell’arrivo di Earl Boykins.
«Ho scelto la Virtus — spiega — per la grande tradizione del club, sono felice di farne parte. Gioco in Europa da tempo, so che la Virtus era una potenza e la squadra allestita è un primo passo per tornare in alto. Volevo venire a giocare in questa società, non hanno dovuto dirmi niente per convincermi: ci sono tanti tifosi, c’è il blasone, c’è il gruppo di qualità per ritornare a vincere, c’è un palasport nuovo in divenire (quest’ultima doveva dirla «per contratto»,
ndr) ». Poi c’è anche Arnold, che si racconta: «Mi contraddistingue il cuore, la determinazione. Il talento l’abbiamo in tanti in questa squadra».
Poteva riformare la coppia con Will Bynum — Maccabi 2006-2007 — ma i Pistons l’hanno soffiato ai bianconeri. Conoscerà, però, la stella di Boykins. «Quando ho saputo che avevamo perso Will ero seccato, perché è un giocatore eccellente. Ma Boykins ha fatto grandi cose nella Nba, non vedo l’ora di giocare con lui». Il piccolo play è il colpo d’un mercato generoso, di quelli che spazzano via la nebbia dagli obiettivi da porsi. In mezzo c’è però Siena e la sua debordante potenza. Ricette? «Pensare solo a noi. Seguivo la lega italiana, so che ogni sera ci sarà da lottare e che Siena è la più forte. La Virtus lavorerà duro concentrandosi sui miglioramenti che deve fare per competere a quel livello. Bisogna rispettare tutti ma senza pensare giorno e notte al confronto con Siena ». Difficile che Pasquali andrà con i quattro mori in quintetto: Arnold-Giovannoni e Langford-Blizzard saranno i primi ballottaggi. «Col coach ho parlato al telefono, ho capito che da me s’aspetta quello che ho sempre fatto qui in Europa. Ora tutti ci conosceremo meglio sul campo».
Si chiude con la dichiarazione di guerra: «Saremo all’altezza dell’entusiasmo dei tifosi. È un posto speciale, un’annata speciale, un club speciale». Questo certo non è un «piccolo» Arnold.

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