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Aspettando il presidente il Bologna naviga a vista. Altro non può fare. L’attesa però rischia di rivelarsi controproducente. Il tempo passa, il Bologna rincorre. Oggi si aprono le porte del mercato, ma i rossoblu rimangono con la chiave in mano. Ci sono delle priorità societarie, e sono quelle su cui sta lavorando Luca Baraldi, uomo di fiducia di un presidente – Massimo Zanetti, appunto – che al momento risulta ad un paio di fusi orari da Casteldebole. La distanza non facilita i rapporti tra il pres e i suoi soci. Che ieri hanno letto di Giovanni Galli candidato al ruolo di ds e non hanno apprezzato: non certo il nome di Galli, quanto il fatto di essere – ancora una volta – all’oscuro di tutto. I malumori non mancano. E ci sono delle priorità tecniche, su quelle sta lavorando l’attuale ds Carmine Longo. Lavorando, però, in attesa di Zanetti. Nel senso che le operazioni del Bologna (così come i 12 milioni di fidejussioni per il mercato) per ora sono congelate, in attesa che qualcuno le sblocchi. Tradotto: Longo non può essere operativo, non ne ha gli strumenti, considerato anche che non è ancora stato fissato un budget per il mercato di gennaio. C’è di più: al dirigente è stato chiesto di stilare una strategia, che sarà valutata – ovviamente – da Zanetti. Ma solo al suo ritorno. Che non avverrà – a meno di ripensamenti e cambiamenti di programma – prima del 10 gennaio. Longo, va detto, già a metà dicembre aveva disegnato un piano operativo, in perfetta sintonia con Alberto Malesani. La premessa era: ci teniamo tutti i big, cediamo i giocatori in eccedenza (da Mutarelli al desaparecido Pisanu sono 4-5) e cerchiamo di alzare la qualità media del gruppo. Erano state individuate delle priorità. Entrambi, il ds e l’allenatore, sono convinti che con tre rinforzi questo Bologna può fare il salto di qualità ed aspirare a qualcosa in più della salvezza. Gli sforzi del Bologna si concentreranno soprattutto nella caccia all’attaccante da affiancare a Marco Di Vaio. Una punta centrale che porti con sé una buona dose di gol, quelli che mancano ad una squadra che – oltre al proprio capitano – ha mandato in rete soltanto altri quattro giocatori. Una volta risolto il problema dell’attaccante, si cercherà di portare a casa un centrocampista con caratteristiche che oggi mancano: il cambio di passo, la capacità di superare l’avversario e creare la superiorità numerica, insomma un jolly che stia tra le linee offensive. Infine potrebbe arrivare un esterno difensivo (il nome individuato era quello di Aleandro Rosi) che dia fiato alle fasce. Ma per ora le idee restano tali.

Categoria: Basket
 

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