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La lettura su quanto successo ieri a Roma e che oggi è continuato con le audizioni di Cherubin, Gimenez e Viviano, è stato visto in diverse versioni: dai più pessimisti, avendo Portanova confermato quanto affermato davanti ai PM di Bari avrebbe inguaiato la squadra e tutti rischierebbero una squalifica minima di sei mesi, quattro se collaborativi, per altri l’aver confermato quanto detto vuole dire aver detto che la cosa era talmente nebulosa che una eventuale denuncia poneva a rischio di querela, per altri ancora Portanova ha detto di aver detto la cosa nello spogliatoio solo con i suoi vicini e dunque in pochi avrebbero sentito, ma soprattutto capito il senso delle sue affermazioni e dunque la gran parte dei compagni sarebbero esclusi da qualsisi tipo di eventuale omessa denuncia.
Probabilmente è proprio questo che Palazzi vuole capire, cioè se l’intero spogliatoio sta cercando di scaricare sul difensore le sue ipootetiche responsabilità, oppure se effettivamente la gran parte dei giocatori non sapeva nulla. Chiaro che solo quando Palazzi farà le proprie richieste alla corte federale si capirà se i diversi giocatori intervenuti lo hanno convinto oppure meno. Una cosa è chiara: se il Bologna o anche solo Portanova venisse squalificato per una situazione così poco importante e lontana dal vero calcioscommesse vorrebbe dire che in mano ai giudici c’è veramente poco o che si vuole colpire qualcuno senza intervenire dove c’è il vero marcio, cioè tra coloro che le partite le truccavano davvero.

Categoria: Calcio
 

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