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Premiata Montegranaro-Fortitudo Bologna 91-89 (22-21, 48-45; 67-70)

PREMIATA: Hunter 17 (6/9), Minard 19 (5/9 3/7), Garris 15 (2/3 3/5), Foresi ne, Portannese ne, Cavaliero 8 (1/2 2/6), Filloy 4 (2/3 0/3), Chiaramello 2 (1/1), Temperini ne, Flamini 3 (1/1 da tre), Helliwell 6 (2/4), Taylor 17 (5/7 1/4). All.: Finelli

FORTITUDO: Huertas 9 (4/9 0/1), Mancinelli 24 (5/7 4/6), Cittadini, Malaventura 17 (3/5 3/6), Lamma, Slokar 5 (2/2), Zanata ne, Borra ne, Woods 23 (3/4 2/6), Landuzzi ne, Achara 11 (3/4 1/1). All.: Sakota

Arbitri: Lamonica, Seghetti, Mastrantoni. Totale Tiri: Mon 34/64 (10/26 da tre), For 30/51 (10/20 da tre). Tiri Liberi: Mon 13/17, For 19/23. Rimb.: Mon 32 (Helliwell 6), For 23 (Cittadini 6). Ass.: Mon 10 (Hunter 4), For 7. Spettatori: 3.200. Incasso: € 15.000 (esclusa quota abbonati) .

PORTO SAN GIORGIO – Vince la Sutor per 91-89 in una gara bellissima ed eccitante, conclusasi solo all’ultimo secondo quando il dardo lanciato da Mancinelli per la possibile vittoria arriva corto nelle mani di Hunter. Lo si sapeva alla vigilia che l’assenza di Bagaric sotto canestro avrebbe portato la Premiata a giocare laddove le era più conveniente. Passano dalle mani di Hunter la maggior parte dei palloni per la Premiata, e Sakota è costretto a rotare Achara, Slokar e Cittadini sull’ex biellese per trovare una quadratura del cerchio difensiva. Con Huertas a menare le danze e Woods in panchina in avvio, la Fortitudo trova con Mancinelli e Malaventura le chiavi per aprire il cassetto difensivo di Finelli (8-13) ma trovando maggior feeling con gli esterni i padroni di casa scrivono 8-0 di break a metà primo quarto per il primo vantaggio sutorino (16-13). Con l’ingresso in campo di woods le cose cambiano un po’ per la Fortitudo e la prima frazione si chiude in sostanziale equilibrio. Solo l’ex stella dell’Olympiacos a fare pentole e coperchi in attacco è comunque poco, se poi la difesa inizia a vacillare (2-3 rivedibile per la F) allora sono dolori e nel secondo quarto la Premiata trova ossigeno e rimpingua il vantaggio con la panchina, firmando un altro break di 8-0 con Helliwell e Filloy (32-26). Sakota è costretto a spendere due time out quasi in fila per avere ragione di una Fortitudo allo sbando e soolo riproponendo Huertas in cabina di regia, con un quintetto piccolo (solo Achara da centro), ritrova quella verve dietro che apre all’attacco un 9-0 di parziale per il -1 (43-42). Prima dell’intervallo con Taylor arriva la reazione dei padroni di casa, che scendono così negli spogliatoi col muso avanti di tre lunghezze.
È un’altra Fortitudo quella che rientra dal tè di metà gara. Meglio la difesa, specie su Hunter (finirà il quarto con solo 1 punti) e meglio anche nella transizione offensiva. Malaventura si veste dei migliori panni e Huertas ha il piglio giusto per innescare il contropiede. Nella Sutor solo Garris e Minard ha dare un contributo all’attacco e per la Fortitudo recuperare il -3 è un passeggiata. Con un break importante di 8-0 Bologna scappa avanti di 6’ quando il cronometro regala il giro di boa (57-63) ma ci sono le triple di Minard, Flamini e Cavaliero a ridare ossigeno ai padroni di casa per il -3 di fine terzo quarto. Oltre a Malaventura per Sakota c’è una grande prova di Achara, autore anche di una tripla in avvio di quarto periodo (69-73).Alla onnipresenza del centro Scozzese si frappone solo Minard e per la Fortitudo arrivare al +7 (69-76) è un gioco da ragazzi. Finelli capisce che è il momento di cambiare le carte in tavola gettando nella mischia una difesa a zona 2-3 molto forte sul perimetro che mette in difficoltà la Fortitudo. Sakota ci spende sopra un paio di time out ma il giochino offensivo per la F è sistemato. Inizia così la rimonta per i padroni di casa sotto i colpi di Garris e Minard (80-81). Mancinelli prova a dire ancora la sua ma con un break di 6-0 Montegranaro risponde al teatino confezionando così il sorpasso (87-83). Solo il Mancio nel finale non basta e l’ultimo tiro del numero 6 biancoblù, forse viziato da un fallo, è troppo corto per regalare un’altra vittoria in trasferta per l’Aquila.

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