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Miguel Angel, con la Reggina potresti tornare in campo da titolare, complice la squalifica di Terzi.
“Vivo tranquillamente questa settimana: penso solo ad allenarmi nel miglior modo possibile per poter giocare bene a Reggio, mi concentrerò sulla gara solo a partire da domani. Quella di domenica è una partita importante: vogliamo vincere a tutti i costi. Dobbiamo uscire da questa situazione di classifica e la Reggina è una squadra che lotta con noi per la salvezza: vincendo, oltre a fare tre punti fermeremmo una diretta concorrente. Ho visto giocare Corradi e Brienza: uno è molto forte fisicamente e di testa, l’altro è veloce e abile, formano una bella coppia d’attacco”.

Ora ti senti pronto per il campionato italiano?
“Adesso sì, anche se so che devo ancora migliorare: qui il calcio è molto diverso rispetto all’Uruguay, pian piano mi sto inserendo bene nella squadra e ora vediamo come andrà domenica. Quando ho giocato dall’inizio, con l’Udinese, ho fatto un errore e sono rimasto in campo solo tredici minuti: mi è dispiaciuto molto, ci hanno battuto 3-0 e mi sento responsabile di quella sconfitta, anche perché credo che in undici contro undici non avremmo perso la partita”.

Sul campo qual è stata più grossa difficoltà che hai incontrato in questi mesi?
“Soprattutto la parte tattica: qui in Italia si marca in modo diverso e quindi è difficile riuscire subito ad inserirsi bene, per uno che ha sempre giocato in Uruguay, serve un periodo di adattamento. Inoltre, il gioco è più veloce, così come i campi, e la palla più leggera. La lingua un po’ l’avevo imparata nel 2006, quando per due mesi sono stato in Italia per giocare il Torneo di Viareggio: ora capisco tutto e riesco a parlare. In Serie A, poi, tutti i giocatori sono molto forti, ma so che posso riuscire ad affermarmi: è sempre calcio, non è un altro sport”.

Per quanto ti piacerebbe fermarti a giocare in Italia?
“Se posso rimanere qua dieci o vent’anni, tanto meglio per me e per la mia famiglia: questo è il campionato più bello del mondo. Col Bologna ho un contratto di cinque anni e spero di fermarmi più tempo possibile: ringrazio la società per avermi portato in Italia, è sempre stato il mio sogno. Dell’Uruguay mi mancano la famiglia e gli amici, ma magari il prossimo anno qualcuno può raggiungermi qui”.

Come ti trovi a Bologna?
“Bene. La città mi piace, anche se adesso fa un po’ freddo, la curva si fa sentire, si mangia benissimo e ho potuto visitare il centro: ormai mi oriento abbastanza bene. Sono anche stato con la mia ragazza a visitare qualche altra città: Milano, Firenze, Venezia. E sono stato a pescare nel laghetto che mi ha suggerito Castellini”.

Qual era il tuo modello in Uruguay?
“Montero: un grande! Lui è un po’ diverso da me, come caratteristiche, ma l’ho sempre ammirato tantissimo ed è anche stato capitano della Nazionale. Ogni giorno mi alleno sognando una carriera come la sua. In Italia mi piace molto Materazzi: è mancino, ha una struttura fisica simile alla mia, gioca in una grande squadra e ha vinto il Campionato del Mondo”.

Mihajlovic sostiene che Rodriguez sia un po’ più timido di te.
“Io lo vedo bene in allenamento e credo che abbia giocato bene quando è stato chiamato in causa, a parte la gara di Cagliari che però non va nemmeno considerata perché tutta la squadra ha sbagliato partita. Deve anche lui adattarsi e migliorare con l’allenamento. Penso che il prossimo anno entrambi possiamo dimostrare meglio le nostre qualità”.

Categoria: Calcio
 

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