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Toccati da Pasquali i tasti giusti nell’intervallo, con la squadra tenuta a lungo a rapporto in spogliatoio dopo un primo tempo ricco di distrazioni, la Virtus produce un basket gradevole e frizzante negli ultimi 24′ (si sono giocati quattro quarti da 12′) incamerando la vittoria contro l’Upea Capo d’Orlando (orfana di Edney e con Pozzecco arrivato a salutare i vecchi compagni) nella terza tappa del suo tour provinciale che ieri sera ha toccato Budrio.
Ispirati da un Boykins spaziale (31 punti), i bianconeri, senza Vukcevic per un risentimento muscolare, sono apparsi irriconoscibili in apertura, lenti, imballati e spesso in ritardo sulle rotazioni. Tutto quello che non si è visto nel primo tempo si è palesato in seguito: grande intensità difensiva e tutti dietro a Boykins, ispiratore e finalizzatore di una ripresa che ha divertito i quasi 1.000 spettatori. Sei uomini in doppia cifra sono un bell’andare e le note positive toccano quasi tutti, eccezion fatta per un Righetti ancora in ritardo di condizione. Ford è stato fra i più attivi, è volato a catturare una dozzina abbondante di rimbalzi, intimidendo con le sue lunghe braccia chi si avventurava in area, ma confortante è stato anche il primo tempo di Langford, tenace ad attaccare il canestro in penetrazione quando il tiro da 3 non entrava (2/12 di squadra nel primo tempo) nonostante gli spazi concessi dagli scarichi di Boykins. Gli sguardi sconfortati di gran parte del pubblico nella prima frazione (47-57 per i siciliani) hanno lasciato spazio agli applausi finali, dispensati a tutta la banda. «La squadra che ho in mente è quella del secondo tempo — dice Pasquali — Nel primo siamo andati alla loro velocità concedendo tanti secondi tiri; nella ripresa non ne abbiamo più concessi e abbiamo chiesto a Boykins di rallentare se non c’era contropiede primario perché abbiamo il talento necessario per giocare anche a metà campo».
Boykins ha eseguito con una ripresa da 20 punti e tanti giochi a due per Ford o penetrazioni per gli scarichi agli esterni che hanno cominciato a vedere la luce. L’aggancio è arrivato a metà terzo quarto (69-69) e poi è stata tutta discesa, col folletto ex Cleveland ad imperversare, innescando a turno i compagni. Il cartello «lavori in corso» resta di attualità ma il secondo tempo aumenta le ambizioni di un gruppo che ha momenti di basket già abbaglianti.

Categoria: Calcio
 

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