Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

Il clamoroso arrivo alla Virtus di Boykins ha fatto esplodere il nome di Basket City sui media di tutta Italia, di tutta Europa ed anche in giro per il mondo. E’ un ritorno all’antico, quando a Bologna giungevano pezzi di Nba vera come Richardson, Gilmore e Wilkins: ma è, soprattutto, un segnale importante per chi a Basket City lo scorso anno ha dovuto solo ingoiare rospi. Inoltre, l’arrivo di Boykins ratifica definitivamente il clamoroso passo indietro di Claudio Sabatini: che dopo anni nei quali sbandierava il proprio bilancio in pareggio (ed anzi pubblicava sul proprio sito il bilancio in rosso della Fortitudo, come se dall’altra parte dovessero rendere conto a lui delle proprie spese), quest’anno ha diametralmente cambiato strategia: che vadano a quel paese i bilanci in pareggio, Boykins percepirà da solo quanto l’intero parco giocatori di diverse formazioni di bassa serie A. Formazioni che, va ricordato, solo alcuni mesi fa erano arrivate davanti alla Virtus, al termine dell’ultimo campionato. Il nuovo play delle V nere non stabilisce, in effetti, un record contrattuale assoluto: nel passato, su entrambe le sponde bolognesi, Danilovic, Rivers, Wilkins, Fucka e Griffith avevano spuntato appannaggi anche maggiori, ma era un altro basket, ed era soprattutto un’altra congiuntura economica. Novità, infine, anche alla Fortitudo, non tanto in entrata (si stanno ancora trattando Barrett come cambio del play e Watson da posizionare sotto canestro) ma quanto in uscita: forse si è trovata la tanto ricercata collocazione per James Thomas, sul quale c’è un forte interessamento di Caserta. L’ingaggio non potrà essere pagato interamente dalla Pepsi, ma una soluzione intermedia (un terzo a carico della Fortitudo, ad esempio) potrebbe definitivamente mettere tutti d’accordo.

Categoria: Calcio
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.