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«Non era facile, ne’ scontata. Rendevamo centimetri in ogni posizione ai nostri pariruolo, ed a differenza di chi continua a pensare che il miglior basket del mondo sia in Italia, avevamo davanti un avversario davvero solido». Coach Matteo Boniciolli, raggiunto telefonicamente in Estonia da Futurshow Station Fm, spiega così la vittoria dei suoi ragazzi sul campo del Tartu Rock, squadra estone che ha costretto al supplementare la sua Virtus, prima di cedere al tap in di Sharrod Ford. «Il basket dell’est Europa – spiega l’allenatore bianconero – non è assolutamente roba da terzo mondo come si sente spesso in giro, tutt’altro. Ci sono diverse squadre che possono giocarsela alla pari in Europa, al di là degli investimenti, a dimostrazione che il lavoro e l’impegno portano buoni risultati qui ma anche in altre nazioni geograficamente ai margini dell’Europa: a Tartu, per esempio, ci sono ottimi centri sportivi, lavorano costantemente per migliorarsi, e fanno sì che la competizione si alzi dappertutto». La Virtus, targata BolognaFiere in Europa, ha faticato a lungo, prima di poter esultare per una vittoria che la lancia al primo posto in classifica: «Non ci sono ancora grosse garanzie di qualificazione, ma siamo in trend positivo da cinque partite – Boniciolli è ancora imbattuto sulla panchina delle Vu nere – e siamo sicuramente soddisfatti di questo». Le note positive, comprendono anche un ottimo Federico Lestini, che al debutto stagionale ha firmato due bombe consecutive nel terzo quarto, che hanno lanciato i bianconeri al massimo vantaggio: «Penso che saprà fare meglio da qui alla fine della stagione, ma sono soddisfatto. Era fuori squadra, lo abbiamo reintegrato dopo un lungo periodo di inattività e poco a poco sta tornando all’interno dei giochi. Per il momento una vittoria di tappa, ma per dire di avere vinto il Giro d’Italia dobbiamo fare ancora molto». A fare male alla Virtus, dopo Andre Hutson a Roma, è stato il pivot statunitente Tanoka Beard, che a trentasette anni si è riciclato in Estonia dopo una lunga carriera in maglia Zaigiris Kaunas. Si potrebbe obiettare che la difesa bianconera lasci qualche cosa a desiderare in area: «Capisco che ci possa essere preoccupazione, però il punto cruciale è realizzare una solida difesa di squadra. Ford, per esempio, è stato spostato da pivot a numero quattro, ed anche per questo ruolo mi sembra piuttosto leggero, e serve un centro come può essere Chiacig, che ora è fermo per infortunio. Abbiamo pagato anche l’assenza di Arnold». A sorpresa, chi ha giocato molto meno del previsto è stato Petteri Koponen. In quintetto base da playmaker, il ventenne finlandese ha dapprima subito il 7-0 estone che ha aperto la partita, per poi accomodarsi in panchina e seguire da lì il resto della partita: «È stata – spiega l’allenatore triestino – una mia scelta. Ieri sera c’era il commissario tecnico della Finlandia a vedere la sua partita, ma Petteri non ha risposto alle aspettative della squadra come avrebbe dovuto invece fare, vista la responsabilità che aveva. Per questo ho deciso di richiamarlo in panchina, facendo giocare gli altri». Atterrata ieri in tarda serata a Bologna, la Virtus può ora pensare al derby: «Abbiamo vissuto una sorta di mini-ritiro andando in trasferta in Estonia, abbiamo passato molto ore a stretto contatto e ci siamo conosciuti meglio».

Categoria: Calcio
 

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