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Seconda sconfitta consecutiva per la NGC che con la Virtus Bologna ha pagato un brutto inizio di ripresa. Lo sottolinea anche Luca Dalmonte nella sua analisi post partita.
“Dal 20’ al 25’ il parziale è di 4-19 – ha iniziato Dalmonte in conferenza stampa – figlio di un attacco statico che camminava, di rientri lenti e poco attenti e di una difesa che avrebbe dovuto essere di grande responsabilità individuale in quanto la Virtus, credo per esigenza, ha messo Righetti da “4”. Quando lui gioca in quel ruolo con quegli spazi così ampi, se non hai un rientro veloce con quattro giocatori che corrono come obiettivo fuori dalla linea dei tre punti, se non hai 1c1 di responsabilità individuale con quattro giocatori aperti fuori dai tre punti e con un giocatore che oltre a spingere attacca il ferro, allora subisci questo parziale che decide la partita. Credo che la squadra per 20’ abbia fatto vedere capacità di letture della partita e prontezza per giocare, supportata da un’energia che purtroppo non abbiamo avuto nei secondi 20’, nello specifico nei primi 5’ dei secondi 20’ della partita”.
Quali sono stati gli errori in quei 5’ dell’inizio del terzo quarto?
“Sicuramente non possiamo abbassare le braccia se la partita, come può capitare, la fanno gli avversari. Dobbiamo avere la forza mentale, e non solo, di reagire e tenere duro nel momento in cui gli avversari sono più bravi di noi e cercare di stringerci senza mollare e quindi senza subire break come abbiamo subito”.
Ovviamente soddisfatto Matteo Boniciolli al termine di una gara che ha visto la sua Virtus vincere al Pianella.
“Prima di tutto voglio complimentarmi con Cantù che ha giocato una pallacanestro di grande qualità fino a quando la nostra difesa non ha tolto le linee di passaggio e siamo stati capaci di contenere le penetrazioni – ha detto Boniciolli dopo la gara – Però voglio fare un sincero complimento alla mia squadra che si è comportata come si devono comportare le grandi squadre, con orgoglio e determinazione, dimenticando quello che mancava, perché ci mancava Arnold, Chiacig ha giocato senza essere al meglio, Giovannoni e Boykins avevano problemi. Non abbiamo pensato a quello che mancava ma a quello che c’era. Siccome noi abbiamo tanto in termine di talento, organizzazione, qualità, supporto della società, abbiamo soddisfatto chi vuol bene a questa squadra, offrendo un buon spettacolo, difendendo come leoni e facendo diventare quello che poteva essere un problema, un vantaggio. E’ chiaro che giocare con tre piccoli e Righetti da “4” poteva essere uno svantaggio. Però siamo stati bravi a farlo diventare un vantaggio. I giocatori guariranno, l’esecuzione migliorerà, ma la base per costruire i risultati importanti è di avere tutti che remano dalla stessa parte”.
La scelta di Righetti da “4” era tattica o dettata dalle rotazioni ridotte?
“Credo che le squadre importanti debbano giocare con gente grande, grossa, veloce e capace. Siccome non è mia abitudine lamentarmi, a maggior ragione alla Virtus, non ci si lamenta e si gioca con i giocatori che si hanno a disposizione cercando di trarre il massimo possibile dalle risorse umane che la società ti mette a disposizione. E’ chiaro che tutti oggi hanno fatto un passo verso la squadra mettendo tutto a disposizione, anche la propria salute come ha fatto Ghiaccio. Questo è un segnale importante”.

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