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L’umore del coach ospite Matteo Boniciolli è ben diverso da quello di Bechi:

“Fatti i complimenti a Biella che ha giocato un basket moderno, efficace, fatto di atletismo ed entusiasmo, per quel che ci riguarda quello che ho detto ai giocatori nello spogliatoio è che dopo aver cambiato due allenatori, due sistemi perché ogni allenatore porta in dote le sue idee, anche due divise, ci ritroviamo al punto di partenza. Paradossalmente anche più indietro del punto di partenza, perché nei due mesi successivi al mio arrivo abbiamo disputato anche grandi partite. Io ho suggerito ai miei giocatori di guardarsi allo specchio, perché fino ad oggi i problemi sono sempre stati individuati altrove ma lo sport è uno dei pochissimi ambienti dove il merito conta più del denaro ed io mi sono permesso di ricordare ai miei giocatori che l’anno scorso, con una squadra di gente fantastica che per tutto l’anno ha ragionato in termini di “noi” e non di “io” e con un budget pari allo stipendio dei due giocatori più pagari di questa squadra, abbiamo vinto la Coppa Italia e ci siamo qualificati per l’Eurolega. Credo che si debba avere profondo rispetto di chi ti paga, di chi ti viene a vedere, pagando, e di chi investe tanta parte delle sua vita in questo mestiere. Siccome i cambiamenti, se non per rari momenti, non sono stati adeguati a modificare le cose, e visto che gli unici a non essere toccati e cambiati sono stati i giocatori, credo che sia giunta l’ora, forse già tardiva, che guardino dentro se’ stessi e non fuori da se’ stessi”.

“Questo al di là dei limiti strutturali che possiamo avere, limiti che quando abbiamo giocato con maggiore energia abbiamo mostrato di saper nascondere, sia pure vincendo molte partite con pochi punti. Queste considerazioni seguono però quello che è fondamentale nello sport, e cioè energia ed entusiamo, cose che questa sera Biella ha profuso in campo in gran copia”

– Avevate iniziato benissimo con un 12-1, poi cosa è successo?

“E’ successo che ci sono molte difficoltà in una partita. Non è prevedibile che se si inizia 12-1 poi si vada 24-2, 36-3…. Un imprevisto arriverà, e quando questo è successo non abbiamo avuto le energie per reagire. Fino ad un certo momento della stagione le abbiamo avute, poi sono successi una serie di episodi extra cestistici che hanno minato le fondamenta. La prima cosa che deve esistere in una squadra, al di là delle considerazioni tecniche, è energia, entusiasmo, rispetto. Mi viene da pensare che se domani arrivasse un terzo allenatore, se cambiassimo di nuovo tutto, fra due mesi ci troveremmo di nuovo qui a parlare delle stesse cose. E’ un problema di squadra, di obiettivi comuni e condivisi, lo sono stati fino ad un certo punto della stagione, è cronaca, dopo il quale le cose hanno preso una piega differente”.

– Come pensa di uscirne?

“Non lo so, ne parlerò con il proprietario, devo riferirmi a lui. Ho le idee chiarissime, questa partita rappresentava uno spartiacque notevole, una riga dopo la quale c’è qualcosa da fare. Continuare così, facendo finta che sia tutto a posto mi sembra sbagliato”.

– Pensa a tagli?

“Io parlo di un discorso complessivo di costi e ricavi, come in ogni realtà. Io sono molto rispettoso del denaro, soprattutto di quello altrui”.

– Il rientro di Blizzard?

“Per certi versi ha dato quello che mi aspettavo da lui, e che secondo me avrebbe potuto dare anche nei due mesi nei quali non c’è stato per sua scelta. Poi ho dovuto toglierlo perché si era girato una caviglia, ma del resto mancava da tempo da appuntamenti agonistici e contro una squadra moderna come Biella poteva fare fatica. Ripeto, Biella è squadra moderna, non futuristica, fatta di gente grande, grossa ed atletica, e se mi permettete anche affamata, desiderosa di qualche cosa”.

Categoria: Calcio
 

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