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Torna dalla Turchia con una vittoria importante, la Virtus: Boniciolli ha parlato a 360°

Vittoria più di quanto non si pensasse “Questa squadra dipende dall’atteggiamento che hai sul campo, non da altre cose. Era una partita difficile per noi come per loro, ma se abbiamo la faccia giusta possiamo competere con tutti: quando questa è negativa, c’è remissione e voglia di cercare alibi, allora escono partite come a Treviso e a Biella”

Dopo il secondo quarto la partita è cambiata. “La natura umana è strana, ed è impossibile dare risposte alle situazioni, specie quando si vive in un microcosmo come è una squadra di basket. Io ho le mie idee, le ho espresse a chi di dovere, credo però che la differenza tra le grandi e le piccole squadre è la capacità di reagire ai momenti difficili. Noi ci siamo allenati bene, sempre, e spero che la gara di ieri dimostri come, pur sotto di 8 con una squadra di giocatori formidabili e che fa sempre canestro, continuando a lottare insieme puoi girare l’inerzia negativa e vincendo la sesta partita su sette in una competizione di alto livello”

Come vi siete avvicinati a questa partita? “Noi di solito facciamo tre video degli avversari, per spiegare le loro caratteristiche. Stavolta invece il dvd dell’albergo non andava, quindi non sapevamo nulla di loro: abbiamo fatto un allenamento intenso, pur con i giocatori contati, e abbiamo vinto. Questo prova che è la testa, prima di tutto, che cambia le cose, non chi hai davanti. Poi, come i fatti testimoniano, da quando sono in Virtus nulla è cambiato: abbiamo avuto uscite e rientri, ma anche massima calma e tranquillità, perché non volevo gravare sul bilancio del mio proprietario, e perché reputo questa squadra competitiva, se lavora seriamente. Dopo la gara con Biella, però, ho detto che bisognava fare altro: io non ho mai avuto da ridire, se si rispetta il patto che si ha con il pubblico e la società, altrimenti si passa alla seconda fase. Ovvero, colpirne uno per educarne cento: roba orrenda, ma qualcosa andava fatto, per evitare di andare avanti a parole e discorsi. Bisognava fermare l’emorragia prima che diventasse irreversibile, la cosa è stata fatta, e forse anche questo ha sortito un effetto: dobbiamo ricordare ai giocatori che in Virtus non si scherza, si gioca per un simbolo e per un marchio che ha una storia, e di questo si deve avere rispetto. E gli stipendi, soprattutto, vanno guadagnati”

Forse, questo prova che quel che serve è autostima, soprattutto. “Io sono sempre stato convinto che quando la squadra è allenata con identità chiara, condizione fisica buona e obiettivi condivisi, il video conta poco, dato che le squadre bene o male hanno gli stessi giochi. Quello che è incontrollabile, per un allenatore, è come i giocatori vanno in campo, con quale atteggiamento: basta un’adenoide per cambiare il lavoro di un anno”

Sul banco degli imputati, dopo Biella, era finito Boykins. “Quando le cose vanno male, il primo è l’allenatore, ad andare sul banco degli imputati. E’ chiaro che nella vita sportiva, ma anche in generale, diritti e doveri vadano ridistribuiti. E’ diseducativo parlare solo di diritti e non di doveri. Per cui credo che all’interno di un gruppo strutturato in modo chiaro, chi ha molti diritti ha anche molti doveri. In questo contesto io ho molto rispetto per il denaro altrui, ed è chiaro che le qualità devono essere giustificate: è normale che un giocatore non possa sempre rendere al 100%, ma quello che io pretendo sempre, è il giusto atteggiamento. Su alcune cose si può transigere, su altre meno. Quello che è successo a Natale, e quello che si è costruito attorno, è sciocco negarlo che ha inciso profondamente. Poi io ho detto che in questa squadra c’è un virus che a volte si presenta, e ho visto che le facce di Treviso e Biella erano le stesse viste con Avellino e Pesaro. Quando c’era un allenatore diverso, un sistema diverso, anche calze diverse: l’unica cosa in comune erano i giocatori. Allora, era ora di darsi una mossa, per rispetto del pubblico, del proprietario, della tradizione: siamo alla Virtus, non agli Harlem Globetrotters. E per questo pretendo che ci sia permanentemente rispetto del proprio posto di lavoro, altrimenti divento nervoso e sgradevole.”

Il livello di questa coppa non è basso. “Nel nostro girone c’è il Galatasaray che è davanti al Fenerbahce che fa l’Eurolega, Oldenburg che è davanti all’Alba che fa l’Eurolega, e Kiev dove c’è gente davvero forte. Io credo che chi verrà a vederci, avrà davanti squadre e un basket che non avrà nulla da invidiare alle Top16 di Eurolega, pur sapendo che il fascino è diverso. A leggere i nomi dei giocatori, delle squadre e degli allenatori, questa è una competizione forte, a prova di come il livello si sia alzato. E’ qualcosa che mi piacerebbe vincere, ovviamente come anche il Campionato e la Coppa Italia, ma quello che conta è dare il massimo per arrivare ad un risultato importante. Tutto passa attraverso il comune convincimento che chi scende in campo abbia la giusta faccia e il rispetto di chi ti paga”

Parola, poi, a Dusan Vukcevic

Dusan Vukcevic, tornate dalla Turchia con un risultato imporante. –”Per noi era importante vincere, in un momento in cui non stavamo andando particolarmente bene. Ce la aspettavamo più difficile, ma loro avevano delle assenze, è anche vero che qualcuno mancava anche a noi. Siamo riusciti a cambiare la partita nel terzo quarto, giocando con più aggressività dietro e calma in attacco, lavorando di squadra: gli unici modi per fare bene. Nel primo tempo abbiamo subito tanto, ma poi siamo riusciti a difendere collettivamente, sfruttando comunque il fatto che loro non avevano una guardia tiratrice. Ma la differenza è stata il nostro gioco a tutto campo, dopo un inizio in cui c’era stato molto equilibrio.”

In questi giorni cosa è cambiato? “Partita diversa contro una squadra diversa, non dimenticando che il campionato italiano è superiore a quello turco: per noi era una occasioni di dimostrare che sappiamo vincere anche in trasferta”

E’ cambiato anche l’atteggiamento? “A Biella non è facile vincere, è un campo caldo, ma è anche vero che tutte le squadre possono passare momenti in cui non giocano bene: dobbiamo cambiare la situazione, giocando con energia e senza abbatterci, specie ora che si va verso partite importanti”

Quando vi manca qualcuno sembra che vi facciate forza. “La verità è che noi giochiamo sempre allo stesso modo, e se manca Arnold o chi per lui non cambia molto”

Categoria: Calcio
 

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