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Per ora la Virtus non può procedere al tesseramento del nuovo allenatore Matteo Boniciolli: Avellino sta sbandierando una scrittura privata, mai depositata in Lega peraltro, che il tecnico triestino aveva firmato con il club irpino a primavera e prevedeva un impegno fino al 30 giugno 2010. Boniciolli si era di fatto dimesso a fine maggio per questioni familiari e considerava così chiuso il rapporto con l’Air. Avellino aveva addirittura ringraziato Boniciolli con un comunicato stampa di saluto. Ma adesso dalla Campania fanno sapere che non c’è stata mai alcuna rescissione, che le dimissioni dell’allenatore non sono mai state formalmente accettate e che tecnicamente Boniciolli deve considerarsi sotto contratto con l’Air. In realtà non è mai stato pagato e quindi se Boniciolli èinadempiente, altrettanto lo è Avellino. Ma oggi siamo allo stallo. L’impasse può sbloccarsi in un attimo: è sufficiente una liberatoria dell’Air. Tuttavia qualcuno deve fare un passo: non lo farà la Virtus che ieri preferiva non commentare l’episodio e resta alla finestra di una bega che la riguarda solo indirettamente, ma può farlo Boniciolli che aveva un rapporto molto stretto con Luigi Ercolino, figlio del proprietario del club Enzo e amministratore delegato della società. La rottura non conviene a nessuno: un contratto non depositato è pericoloso per lo stesso club e Avellino corre il rischio di dover pagare Boniciolli solo per impedirgli di andare in panchina alla Virtus (e sono 250.000 euro all’anno), ma non conviene neppure al tecnico. In teoria la Virtus (intanto è tornato ad allenarsi Dimitri Lauwers) potrebbe tesserarlo comunque fingendo di non essere al corrente di nulla e leggere il bluff campano, se di bluff si tratta. Ma in quel momento Avellino potrebbe inoltrare il contratto alla Fiba creando una situazione delicata. Sarebbe un rischio. La doppia firma può determinare una squalifica dell’allenatore ma non è che Avellino sia necessariamente in una botte di ferro. Lo sarebbe se l’avesse pagato regolarmente. Ma non l’ha fatto. La sensazione è che Avellino voglia semplicemente creare qualche grattacapo ad un allenatore da cui si è sentita tradita. Quando Boniciolli lunedì ha dichiarato che per un anno la sua squadra si è allenata in una caverna (il riferimento era alla temperatura glaciale dell’impianto), in Irpinia non l’hanno presa bene. L’ipotesi che fosse una manovra per avere soldi dalla Virtus o dallo stesso Boniciolli è abbastanza fragile. Tra l’altro il contratto del coach con la Fortezza è nettamente inferiore economicamente a quello che aveva pattuito con Avellino sulla scia della vittoria in Coppa Italia. Il buonsenso alla fine dovrebbe prevalere. Forse sarà necessario uno sforzo di Boniciolli, una telefonata di scuse per una frase pronunciata in buonafede ma infelice, tuttavia è probabile che i buoni rapporti tra i club (Crosariol è andato all’Air con la benedizione di Sabatini) emergano. In caso contrario, domenica allenerà Tonino Zorzi e a Boniciolli verrà trovato un posto in parterre alla destra della panchina. A mezzo metro dalla stessa.

Categoria: Calcio
 

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