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Ai microfoni della Futurshow Station Matteo Boniciolli analizza la sua prima settimana da coach Virtus.

Squadra. «Quando una squadra fatica insieme, lavora in difesa e si passa la palla, non conta il risultato parziale ma solo il finale, poi nelle gare può succedere di stare sotto, quello che conta è l’atteggiamento».

Boykins. «Ha fatto il Boykins, ci ha fatto felici, la squadra lo ha seguito, difendendo per 40’ in maniera esemplare mentre in attacco, contro le difese di Lardo, a volte proprio non si segnava».

Vukcevic e la questione playmaker. «E’ esperto come molti slavi a risolvere le situazioni da solo, e questo ha permesso a Earl di non dover fare sia regia che tiro che difesa. Ma sono contento anche di Koponen che ha dato grande impegno ed entusiasmo».

Arnold e il suo rientro. «Se sta bene, speriamo di averlo per domenica, chiedete ai medici. Lui è importante, ma anche Chiacig è degno, forse ancora il miglior centro italiano, vedremo».

L’ovazione di Casalecchio. «Dico solo che sono un uomo fortunato, dopo tante belle esperienze, ovunque in questo mestiere, nel momento della mia massima maturità professionale è arrivata la chiamata da una delle cinque società più importanti d’Europa, la Virtus».

L’Eurochallange. «Ben venga l’Europa. Saremo stanchi noi, ma saranno stanche tutte le squadre che hanno il doppio impegno, per cui andiamo avanti cercando di rispettare tutti».

Categoria: Calcio
 

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