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Davide, in settimana Arrigoni ti ha citato come esempio del giusto atteggiamento con cui entrare in campo, tu che da trequartista ti sei adattato al ruolo di terzino.
“Lo ringrazio per questo. Per me rimettermi in gioco a 34 anni in un campionato come questo non era facile, però ci metto tutto quello che ho: l’impegno, la determinazione, il fatto che essere qui per me è qualcosa di speciale, come ho sempre detto, perché questa maglia per me è qualcosa di unico. Ma vedo che c’è molta applicazione e impegno anche da parte di tutti i compagni”.

Che clima si respira in questi giorni, alla vigilia di una partita così delicata per voi e per Arrigoni?
“C’è molta concentrazione e anche un pizzico di tensione, com’è normale che sia dopo queste sconfitte. Va bene così: questo ci aiuta a capire quanto per noi la partita di domenica sia fondamentale. Noi vogliamo che il mister resti con noi e le vittorie sono sempre la migliore medicina per questo tipo di situazioni: bisogna vincere anche per lui”.

La Lazio capolista, però, è un avversario molto temibile.
“Sì: ha velocità, tecnica, un mix di tutto. Dal punto di vista tecnico hanno qualcosa in più di noi, ma sappiamo come affrontarli e possiamo sopperire con la determinazione, la volontà, la voglia di arrivare primi sul pallone: abbiamo bisogno di punti e servirà una partita tutto cuore. Per uscire da situazioni come la nostra, conta più il fatto mentale che l’aspetto tecnico: si esce solo con la grinta e la determinazione. Se abbiamo perso cinque partite di fila, vuol dire che tutta una serie di componenti non è andata nel verso giusto: adesso è il momento di stringerci e tirare fuori tutto quello che abbiamo. Questa squadra ha mezzi non solo morali ma anche tecnici e fisici per giocare alla pari con tutte; qualche volta è successo anche in questo inizio di campionato, ma abbiamo pagato caro alcuni errori”.

Mudingayi martedì ha detto che gradirebbe più pressione da parte dei tifosi.
“Ha fatto un paragone con quello che ha vissuto a Roma, ma non voleva portare i tifosi dentro al centro tecnico di Casteldebole. Sicuramente da altre parti succede che i tifosi arrivino anche ad entrare negli spogliatoi: sono stato in piazze calde, ho vissuto contestazioni a livello personale e di squadra e se devo farne un bilancio non hanno portato a tanto, di sicuro non ci sono mai state svolte in seguito a queste situazioni. Noi siamo contenti di questa piazza, dove possiamo lavorare tranquilli e i tifosi ci danno una mano: questo è un fatto da apprezzare, è ciò che qualsiasi giocatore si augura in carriera. Penso che la gente ci sia vicina in questo modo: i tifosi hanno capito che in queste partite l’impegno l’abbiamo sempre messo in campo (è questo che la gente vuol vedere in primo luogo) e per questo sono fiduciosi per il campionato, che è ancora tutto da giocare, La serenità con cui ci stiamo preparando adesso penso sia un’ottima cosa per la squadra”.

Ti aspetti più gente allo stadio domenica con la Lazio?
“Penso dì sì: ho sentito molta gente che verrà e penso si possa vedere uno stadio più pieno di altre volte. Credo che i tifosi abbiano capito il momento e sicuramente domenica ci staranno vicini: anche loro, come noi, hanno voglia di tornare a sorridere a fine partita. Da un po’ di tempo non ci succede: non ci eravamo abituati e ormai ci siamo rotti le scatole”.

Categoria: Basket
 

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