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Settimana davvero particolare per il Bologna che in due partite si gioca una bella fetta di serenità. Chievo e Atalanta sono due cartine di tornasole anche per valutare un mese di lavoro del nuovo tecnico. A dire il vero fino ad ora una grande miglioramento dal punto di vista del gioco non se ne è visto. Anche la vittoria con il Novara è stata soprattutto difesa e contropiede mentre il primo tempo con la Lazio ha visto tanto agonismo ma poche idee.
Ma in questo momento ciò che serve sono i punti. Quattro, o meglio sei punti, in questa settimana vorrebbero dire tornare in media nella tabella salvezza dove l’obiettivo sono sempre 40 punti. Pioli è vero che ha a disposizione più di 30 giocatori nella rosa ma sono solo la metà quelli sui quali può veramente contare, quelli da serie A e che dunque si giocano una maglia da titolare.
E’ la speranza anche del presidente, Albano Guaraldi e degli altri 25 soci, impegnati prima di ogni cosa ad ottenere una salvezza sul campo che lo scorso anno, quando hanno salvato il Bologna, non è mai stata in discussione. In estate c’è stata una mezza rivoluzione, con la metà della squadra cambiata e un buon ritorno economico per la necessità di non tornare ai disastri finanziari del passato. Nonostante questo c’era da parte di tutti ottimismo sulla rosa e sulle potenzialità. L’inizio è stato disastroso ma come ha detto Pioli con la sua saggezza sarebbe assurdo dire che quella con il Chievo è una partita da dentro e fuori quando in palio ci sono ancora quasi 100 punti a disposizione. Il Bologna ne deve fare 36, non sono così tanti ma il pessimismo cosmico di tante persone potrà diminuire solo cominciando a far punti a Verona e domenica in casa con l’Atalanta.

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