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Ore 19.00 a Casteldebole, CDA del Bologna Calcio. Si decide molto, dicono i giornali, non si decide nulla dicono alcuni, perchè sono i soci di Bologna 2010 a dover prendere decisioni sulla società e questa riunione Guaraldi dovrà convocarla in fretta soprattutto per prendere decisioni in merito alle dimissioni di Consorte e, ovviamente, rispondere alla lettera d’intenti.
Inutile dire che spesso la forma viene superata, la gran parte dei soci di un CDA fa parte pure dell’altro ed è chiaro che seppure informalmente, queste vicende verranno toccate, anche per non fare figuracce nei confronti della città che attende di leggere sui giornali cosa uscirà dall’incontro a Casteldebole.
Sulla carta già il menù ordinario sarebbe da abbuffata, ovvero, decidere a quanto vendere Ramirez, quanto offrire a Corioni per la metà di Diamanti e avere un’idea del budget per il mercato, senza dimenticare che i toni potrebbero accendersi se si parlerà delle dimissioni di Setti, magari inserite all’interno di un discorso di quanto è cresciuto il valore delle quote rossoblù da 18 mesi a questa parte.
Se venisse fuori che nessuno ha intenzione di acquistare le quote di Setti, cosa deciderà in merito al fatto che ha praticamente già acquistato l’80% del Verona e che dunque entro giugno dovrà non avere più legami con il Bologna?
Diventerà un convitato di pietra come Zanetti, che ha praticamente congelato le quote, ma a differenze di Zanetti non potrà mantenerle, e dunque trovare una sorta di prestanome.
Certo, la soluzione migliore sarebbe quella che Guaraldi potesse staccare assegni a tutti, acquistando le quote di chi preferisce togliere le tende, ma la cosa al momento non sembra possibile, ma soprattutto non è l’incontro di stasera a deciderlo.
Dunque quello che uscirà sarà probabilmente un nulla di fatto, una sorta di riunione prologo del CDA di Bologna 2010.
Sulla realtà della richiesta dell’Advisor Tamburi per guardare i conti rossoblù la risposta si attende a breve visto che Guaraldi ha detto, che anche solo per cortesia risponderà. Le voci dicono che se si arrivasse ad un’offerta il Bologna partirà da circa il doppio rispetto a quanto i singoli soci hanno versato per salvare la società. Da lì, se la richiesta non verrà considerata eccessiva, cominceranno le schermaglie per arrivare ad una cifra congrua che difficilmente verrà considerata tale dal Bologna per meno di 27-30 milioni.
Ora, però, siamo solo alle 3 righe della mail di Tamburi seguita dalla raccomandata ai singoli soci e se ci sono voluti quasi due mesi per arrivare a questo punto è chiaro che i tempi rischiano di essere decisamente lunghi.

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