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Se la sconfitta di venerdì con la Juventus era stato un passo negativo ma giustificato per la forza di un avversario che è arrivato alla sua settima vittoria consecutiva, tra il sabato e la domenica l’agonia di veder giocare e vincere le dirette avversarie è stato un tormento. Alla fine si è concretizzata l’ipotesi peggiore, Bologna solo al penultimo posto e con davanti una partita, quella di Firenze decisamente impegnativa, mentre per il Catania, il fanalino di coda, si prospetta l’impegno casalingo
con il Verona nell’anticipo di sabato pomeriggio. Dunque, oltre che guardare alle altre, il Bologna rischia pure il sorpasso dall’unica squadra che finora ha fatto peggio. Inoltre dovrà giocare le prossime due partite senza Diego Perez, uscito per un problema muscolare dopo i primi 45 minuti con la Juventus, che solo in serata verrà valutato a livello radiologico, ma le sensazioni non sono positive. Del resto, comunque, finora l’uruguagio, a causa degli impegni estivi e della mancanza di preparazione, non ha certo dato il contributo che tutti quanti si aspettavano.
L’allarme rosso è suonato, le statistiche sono implacabili: l’ultima volta che il Bologna ha avuto risultati tanto negativi si è andati in serie B. E nonostante dalla società ci siano quotidianamente voci che auspicano calma, Guaraldi è consapevole che la situazione ora è disastrosa e dopo domenica prossima potrebbe essere ancora peggio. Il risultato sportivo è fondamentale, i 30 milioni dei diritti TV, quelli che permettono di pagare gli stipendi, possono essere scontati solo se si arriva a primavera in una posizione di classifica che non faccia rischiare la serie B. Quindi è necessario porre ripari immediati. Alla ripresa comincia il mercato invernale. Se fino a pochi giorni fa sembrava che il Bologna per non complicare i propri conti potesse al massimo cedere Sorensen, ora anche i dirigenti più vicini al presidente concordano che è necessario comunque implementare una rosa folta ma che in alcuni reparti, come il centrocampo e l’attacco, la resa è stata ben al di sotto delle attese. Se il Bologna è messo male, nelle altre città non stanno certo facendo feste con lo champagne e così sembra che siano diverse le squadre disposte a prestare giocatori anche importanti pur di alleggerirsi di un ingaggio. E’ bene che fin da ora Zanzi o chi per lui cominci a fare un giro e per il futuro dirigenziale circola già un nome, un cavallo di ritorno molto legato alla città, quello Stefano Pedrelli che sta transando la sua uscita dallo Spezia e che da giugno nel caso in cui Zanzi non rinnovasse con il Bologna potrebbe ritrovare il posto da segretario generale, con un direttore sportivo di ruolo e di fatto.

Categoria: Calcio, Sport
 

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