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La cosa peggiore che può capitare ad una squadra è quella di non essere padrone delle proprie scelte. E’ quello che sta accadendo al mercato del Bologna: il nucleo centrale è quello dell’attaccante: la prestazione di ieri di Bernacci ha fatto perdere le staffe un po’ a tutti. Chiaro che il tecnico deve difenderlo, ma l’atteggiamento remissivo in campo, senza mai trovarsi nel luogo giusto e al momento giusto e senza mai riuscire a sfornare un assist di testa decente per Di Vaio, oltre, ovviamente, a non aver mai tirato verso la porta, se non un passaggio di testa verso Sorrentino ed essere stato presente tra Terzi e Moras in fase difensiva sul gol di Pellissier, fanno dire che il momento delle prove è finito e che dopo Marazzina, anche Bernacci ha avuto abbastanza possibilità per riabilitarsi. Peccato che il mercato non lo fa solo il Bologna. Oggi ci potrebbero essere novità sia in casa Inter, dove Moratti vuole coccolare Balotelli e difficilmente lo manderà in Inghilterra, e il procuratore di Pazzini incontra Salvatori per capire quali sono i termini per un suo eventuale sbarco a Casteldebole. Tutti i siti danno il viola oramai vicino al Bologna e anche oggi il giocatore ha continuato a dire che l’infortunio di Mutu non cambia la sua volontà di essere più utilizzato. Lo stesso direttore del Bologna ha ammesso che l’accordo con la Fiorentina per la comproprietà non era lontano. Ora, probabilmente, sarà questione di attendere un paio di settimane, quelle che dovrà scontare Osvaldo di squalifica.
Ma non si può pensare che tutti i mali siano nella mancanza di una spalla a Di Vaio, anche perché le partite migliori il Bologna le ha giocate con una sola punta. Bisogna capire perché l’effetto cattiveria che aveva caratterizzato gli incontri dall’arrivo di Mihajlovic sia in gran parte svanito. E’ vero che il Bologna è tecnicamente debole, ma il Chievo lo è molto di più e nonostante questo non si è visto un tiro verso la porta e sono state almeno un paio le occasioni lasciate ai clivensi nonostante la buona vena di Terzi e Moras. Allora, visto che Britos non è stato neppure convocato è chiaro che diventa importante anche un centrale e un laterale di destra.
Molto dipenderà anche dalla capacità del direttore sportivo di piazzare i possibili partenti, da Carrus a Confalone, ma pure Marazzina, Rodriguez, Coelho e forse anche Amoroso, che con la firma di Mutarelli diventerebbe il quinto centrocampista, un’umiliazione per chi ieri con l’ingresso negli ultimi minuti ha toccato quota 200 presenze in maglia rossoblu.

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