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Finalmente anche il Bologna potrà fare passerella. LO zero a zero con pochissime azioni da rete a Empoli, ha decretato la salvezza.
Nelle ultime due stagioni le ultime partite sono state di autentica e totale ansia. Due stagioni orsono perchè oramai era maturata la retrocessione e quella con il Catania fu comunque la mazzata che fece chiudere nel peggiore dei modi un’annata travagliata ma pure nella quale con la cessione di Diamanti a mercato chiuso la serie B la si è cercata. Lo scorso anno perchè l’ultima partita di playoff è stata quella che ci ha riportata nel calcio che conta.
Con il punto di ieri l’obiettivo minimo della stagione, cioè il mantenimento della categoria, è arrivato anche matematicamente. Ovvero se anche i rossoblù non facessero più punti non ci sarebbero tre squadre a 41 punti messe peggio dei rossoblù.
Quindi complimenti a tutti, dai giocatori allo staff tecnico, fino alla società. Che non è stata capace di gestire al meglio le differenti vedute con il direttore sportivo Corvino, ma ha comunque fatto capire che la stabilità societaria sarebbe stata capace di essere superiore a qualsiasi scossone.
Non è stato proprio così. Perchè al momento di difficoltà societaria è corrisposto anche il lungo periodo, durato due mesi, di scarsi risultati.
Inutile negare, però, che quanto è stato fatto durante questa stagione verso il futuro è stato notevole e l’utilizzo di Ferrari dall’inizio della partita è stata la ricerca di risposte per il futuro. Ferrari, Mbaye, Oikonomou, Masina, Diawara, Donsah, Taider, Rizzo e Destro sono i giovani che hanno detto che per alcuni anni la società ha valori tecnici importanti, ma pure un patrimonio che nel caso si può utilizzare per reinvestire le proprie risorse.
Ma non bisogna dimenticare che la crisi la domenica precedente è stata superata grazie all’apporto dei veterani. Per cui Mirante, che deve ancora compiere i trentatre anni e come portiere ha almeno altri cinque buone stagioni davanti, è stato sicuramente il giocatore migliore della squadra. Da non dimenticare che tra i migliori c’è stato Mimmo Maietta e, ad inizio stagione e in queste ultime partite anche Franco Brienza, che delle primavere ne ha trentasette.
In mezzo la solidità di Gastaldello e Rossettini, l’esperienza di Brighi, Morleo e Da Costa e Mounier.
Ci sono poi da fare discorsi particolari come quelli per lo svedese Krafth o del cileno Pulgar, che andrebbero inseriti tra i giovani ma hanno reso meno di quanto ci si attendeva. Per loro si sceglierà se dare un’altra possibilità sperando nell’esplosione, oppure farli giocare in prestito. Che sarà obbligatoriamente la fine di Lorenzo Crisetig, arrivato con le stimmate del predestinato, ma che non è mai riuscito a proporre ai bolognesi il suo valore. Se per qualcuno, come Constant, Zuniga, Floccari, Zuculini sulla via dei saluti per qualcuno come Brienza o Maietta, viste le belle prestazioni, l’opzione per un rinnovo annuale potrebbero anche starci.
Chiudiamo con Giaccherini: il suo campionato è stato piuttosto buono ed è indubbio che il suo rinnovo sarebbe auspicabile. In questi casi basta andare dalla squadra inglese e dire che il giocatore se ne vuole andare a tutti i costi altrimenti sanno che tenerlo un anno a scaldare una panchina vorrebbe dire doverlo svendere. Se la richiesta iniziale è di sette milioni, probabilmente per la metà si potrebbe averlo. Sarà la società e il tecnico a capire se è il giusto prezzo.

Categoria: Calcio, Sport
 

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