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Avendo i bomber salvarsi è un po’ più facile. Quando si ha bisogno si butta la palla là davanti e ci si aggrappa a chi la sa mettere dentro. Ne sa qualcosa il Bologna, che da Baggio a Signori, da Di Vaio a Gilardino ha sempre avuto negli ultimi anni chi levava le castagne dal fuoco. Ora la quota reti del Bologna è così scesa e così pericolosa che ne sono stati segnati solo 17 in 19 incontri, con Diamanti e Kone fermi a quota quattro. E Bianchi, Cristaldo, Moscardelli e Acquafresca? Fermi a quota 1 i primi tre e zero il quarto, che comunque ha giocato davvero con il lumicino. L’unica statistica che salva il Bologna è che tra le pericolanti è quella andata a segno con più giocatori, ben 10. visto che una doppietta con il Milan l’ha segnata Laxalt, quindi una rete Natali, Crespo, Pazienza e Garics. Che vanno bene, ma sono chiaramente reti casuali, sulle quali non si può contare per la salvezza. L’esempio di Berardi di ieri con il Milan fa capire cosa vuole dire avere bomber vero, ovvero come vincere una partita già persa. Si pensa a Floccari, che comunque costerebbe molto, oppure Janko, oppure Calaiò, mentre a centrocampo ad uno scambio tra un Pazienza impresentabile e giocatori come Maresca, Kurtic o Biglia della Lazio.
E a questo proposito il problema maggiore per il Bologna sembra quello di cercare un centrocampista capace di produrre gioco ma la realtà è che dipende tutto dalla velocità di azione, dalla visione e pure dal modo in cui un allenatore decide di far giocare i suoi. I lanci di 50 metri nel gioco moderno non servono, sono utili più giocatori capaci di verticalizzare o di chiamare veloci triangoli per sfruttare sovrapposizioni e inserimenti dei centrocampisti, con andature che possano impensierire le difese avversarie, lontano mille miglia dalla lentezza da pensionati vista sabato sera tra Bologna e Lazio. Solo così è possibile utilizzare al meglio gli attaccanti e pure Diamanti che se deve andare davanti alla propria area di rigore per impostare l’azione non può pure passarsi la palla per concuderla.
In questo ruolo gli anni scorsi era molto utile anche il miglior Perez, così come Ramirez due stagioni fa, Taider lo scorso anno e il miglior Della Rocca prima di andare a Palermo.
Anche perchè velocizzare il gioco vuole dire dare a Diamanti occasioni maggiori per battere punizioni dal limite, cosa che sabato sera ha potuto esibire malamente solo dalla sinistra e dunque da una posizione dove era impossibile pensare ai suoi palloni a giro così tanto pericolosi.

Categoria: Calcio, Sport
 

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