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Mentre Pioli si allena a Casteldebole con i pochi reduci rimasti, visto che tra tutti i nazionali e i 7-8 che devono recuperare, i giocatori a disposizione non sono poi così tanti, sono i cosiddetti senatori a fare sentire il loro peso. SE ieri Bianchi ha fatto sentire la sua voce, capitan Diamanti ha affidato a Calcio 2000 i suoi pensieri sulla permanenza a Bologna, mentre Marco Di Vaio parla come se fosse già un dirigente rossoblù nonostante abbia firmato per giocare ancora una stagione in Canada. Ora là il campionato è finito e ha dichiarato che sarà visto spesso a Casteldebole. Probabilmente sta facendo le prove. Ancora il ruolo non c’è, ma è chiaro che un uomo di calcio, ascoltato da tifosi e giocatori, dalle opinioni spesso riflessive e non nate da un palo o una traversa, conoscitore degli ambienti e amico un po’ di tutti viste le sue tante esperienze, è esattamente quella figura che manca in società. Una sorta di direttore della comunicazione, quella interna, tra squadra e dirigenza e quella esterna, che nessuno in società è mai stato capace di fare e che ha provocato la rottura tra i tifosi e la società.
Ma partiamo da Diamanti, che ora è in ritiro con la Nazionale e sulla carta domani a Milano contro la Germania partirà dalla panchina nell’amichevole di lusso verso i mondiali del Brasile della prossima estate: “I soldi non sono tutto: cosa te ne fai se li guadagni in un posto in cui non stai bene. Io a Bologna sto bene e mi accontento dei miei. Perchè ho scelto Bologna? Perchè avevo già un contratto. Analizzando i pro e i contro e parlando con la società abbiamo preso questa decisione. Le offerte? Sono arrivate ma non sono state mai prese in considerazione perchè c’era la voglia di continuare insieme. Credo solo di aver fatto un gesto importante per la città e spero venga apprezzato. Rimorsi? No, ero convinto di quello che facevo. Mi sono legato per tanto tempo a Bologna e l’ho fatto consapevolmente. Ero felice perchè era quello che tutti volevamo. E’ un ambiente molto tranquillo che ti consente di lavorare senza stress: credo che questo sia il suo maggior punto di forza, quello che ti fa rendere al meglio. Io bandiera del Bologna? Piano con le parole, non credo alle bandiere, l’ho sempre detto“. Per quanto riguarda Di Vaio, invece, ha difeso Pioli e non ha detto cose molto diverse da quanto affermato da giocatori e dirigenti, ovvero che serve lavoro e compattezza, ma detto da lui sembra una grandissima novità.

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Categoria: Calcio, Sport
 

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