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Con Pioli no, dopo Livorno sì. Sono anche queste le cose difficilmente capibili del calcio. Siamo al 15 dicembre, dopo il 3-0 subito allo stadio Franchi di Firenze la società con il sostegno del tecnico decide di mandare in ritiro la squadra. Viene già prenotato il pullman e cercato l’albergo ma una delegazione con i giocatori più rappresentativi va dal presidente, si lamenta dell’allenatore e chiede di disdire il ritiro. Ai tifosi che intervengono promettono il massimo dell’impegno e la domenica senza incantare si ottengono i tre punti con il Genoa. Passano tre mesi esatti, la situazione in classifica continua a peggiorare. Il Bologna è terzultimo, virtualmente in serie B, l’attacco non segna neppure in 11 contro nove e il morale è sotto i tacchi. Ora, invece, il ritiro viene organizzato e realizzato: la squadra si ritroverà domani a Casteldebole dove sosterrà un allenamento a porte chiuse. Al termine della seduta, il gruppo partirà per il Centro Tecnico Federale di Coverciano (FI) dove si allenerà, sempre a porte chiuse, nelle giornate di mercoledì e giovedì. Venerdì e sabato allenamenti al Centro Tecnico Niccolò Galli di Casteldebole, con la squadra che resterà in ritiro a Bologna fino al giorno della partita con il Cagliari, domenica 23. Le motivazioni di questo ritiro dopo una prestazione a dir poco deludente saranno illustrate da cesare Natali, uno dei leader della squadra prima della partenza.
Un momento a dir poco difficile, nel quale per qualche momento si è pure pensato al ritorno di Pioli sulla panchina, che comunque aveva lasciato la squadra al quartultimo posto e con una media punti più alta di Ballardini. Un’idea che potrebbe tornare dopo l’incontro con il cagliari se non venissero trovati i tre punti.
Contro il Livorno una partita asettica, come se i rossoblù non si giocassero nulla, contro una formazione probabilmente anche più debole dal punto di vista tecnico, ma decisamente più motivata, con la voglia di non mollare e capace di trovare dentro di sé quegli stimoli che la squadra di Ballardini dopo il rigore sbagliato da Bianchi a Verona sembra non riuscire più a ritrovare.
Ed è inutile fare nomi, speriamo che la squadra non si sia convinta di essere così debole da non poter neppure competere con le ultime della classe. Sarebbe davvero la fine di tutto.
E in queste condizioni diventerà ancora più imponente la manifestazione di sabato contro la presidenza Guaraldi, ovviamente il principale responsabile di un depauperamento tecnico che non ha eguali.

Categoria: Calcio, Sport
 

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