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Dopo il secondo capitombolo consecutivo le domande sul Bologna sono diverse. In primo luogo ci si chiede se quella di Milano non sia stata semplicemente una bolla di sapone e dunque la squadra non sia troppo competitiva per la A. Subito dopo non si possono che andare a riprendere tutti coloro che in estate auspicavano l’arrivo di un difensore di esperienza uin un reparto dove il solo Castellini può vantare esperienze in A. Successivamente è l’attacco ad essere preso di mira, con gente, come Marazzina, che in campo protesta molto, gesticola di più ma è poco concreta.
Tutte domande probabilmente legittime, per una tifoseria, che, si sa, quando si vince trova sempre il pelo nell’uovo, quando si perde si scatena.
Analizzando,però la partita di Firenze crediamo si possa definire che il primo tempo del Bologna sia stato oltremodo positivo. I tre attaccanti, anche se Adailton faceva il centrocampista di destra è stato l’attaccante più pericoloso, fino a quando hanno avuto la forza di coprire hanno impedito a Gobbi e Jorgensen di spingersi in avanti e dunque hanno tarpato le ali ai viola, mentre Mudingayi e Volpi in mezzo al campo hanno tenuto bene. Qualche spasimo in difesa, ma Gilardino è il centravanti della nazionale e la Fiorentina gioca la Champions e dunque qualcosa può scappare.
La differenza in questi casi la fanno i dettagli e l’errore di Bombardini su Santana che ha costretto Castellini ad andare sull’esterno, lasciando Terzi solo in mezzo all’area è stato l’inizio di uno sbandamento collettivo che ha portato il difensore a sbagliare la sua posizione e Antonioli a non prendere il tempo giusto sull’uscita lasciando tutto solo Gilardino.
Poi il Bologna tra il palo di Volpi, il tiro dello stesso centrocampista solo davanti a Frey, la bella conclusione di Adailton e il tiro allo scadere sull’esterno della rete dello stasso brasiliano, dicono che le occasioni per il pareggio non sono mancate. Ciò che è mancata è stata l’idea di pericolosità degli attaccanti, che non sono mai riusciti a confezionare una azione vera. Inoltre dall’ingresso di Bernacci mai un cross, anche quelli della disperazione, tanto che senza colpe anche l’ariete romagnolo si è meritato il suo cinque in pagella. Probabilmente unica nota positiva è l’esordio dell’uruguaiano britos al centro della difesa. Un inizio convincente per un reparto dove c’è bisogno come il pane di bravi giocatori.
Mercoledì l’Udinese non è certo il cliente più facile per recuperare. Nello stesso momento il calendario rossoblù è tremendo nelle prime dieci giornate e dunque è indispensabile cercare prima di tutto muovere la classifica che sta cominciando anche solo dopo tre giornate a farsi insidiosa.

Categoria: Calcio
 

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