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Il Bologna visto con il Catania sembra specchiarsi con quanto sta accadendo in società. Proprio nel momento in cui era necessario fare lo scatto d“orgoglio per liberarsi con anticipo dall‘incubo retrocessione, la squadra di Pioli ha fatto come i gamberi, un bel passo indietro. In modo particolare sono stati i reparti fino a qui più prolifici, ovvero centrocampo e attacco ad aver completamente sbagliato partita. Nell‘1-0 di ieri a Catania c“è un approccio completamente sbagliato al match, con i primi 45 minuti nei quali i rossoblù sono sempre stati in balia di un Catania attento, aggressivo e poco più che volenteroso. Nulla di trascendentale, ma se dall‘altra parte c“è la totale apatia, anche i piccoletti del Catania si trasformano in fenomeni.

E se sul gol di Almiron poteva pure starci un fallo sul Krhin, vistosamente spinto via, azione identica a quella fischiata qualche minuto prima tra gli stessi due giocatori, si sperava che la necessità di recuperare facesse scattare almeno l‘orgoglio. Invece la ripresa ha visto un Bologna leggermente più offensivo, perché meno del primo tempo non era possibile, ma sempre abulico e senza idee. Il cambio di Gabbiadini per Kone, senza modificare il modulo, è sembrata una mossa tanto per cambiare più che per convinzione, mentre solo a un quarto d“ora dalla fine, con l‘ingresso di Moscardelli, il Bologna ha aumentato la propria intensità, andando vicino al pareggio con Gilardino e Gabbiadini.

Ora, dopo questa sconfitta, nella quale Perez e Diamanti hanno forse trovato le loro peggiore partita in questa stagione, e nella quale solo Antonsson e Sorensen si sono salvati, fa quasi paura l‘attesa di una Fiorentina che ha segnato un poker all‘Inter ritrovando in un solo incontro i suoi due campioni Jovetic e Laicic. Ma è in casa che i rossoblù devono costruire la loro salvezza e il doppio impegno al Dall‘Ara con i viola e il Cagliari deve essere sfruttato al meglio.

Infine il discorso societario. Oggi scade il termine per il versamento dell‘aumento di capitale: un totale di 150.000 euro sono stati versati dai fratelli Romani, Pavignani e Morandi, una quota ancora inferiore dall‘Operosa, dunque, se per i soci c“è stato un piccolo gesto di avvicinamento rispetto alle posizioni intransigenti di una settimana fa, il peso rimane quasi tutto sulle spalle di Guaraldi e del nuovo socio forte Rimondi. Sarà messo in cassa, probabilmente, il minimo indispensabile per arrivare a fine stagione e poter, poi, utilizzare i soldi di Sky per partire con il prossimo campionato. Oramai lo diciamo da diverso tempo: qualunque amministratore al mondo vorrebbe partire da un ingresso certo di quasi 35 milioni di euro, una cifra che se utilizzata con raziocinio e con capacità di acquistare giocatore di prospettiva e non solo costosi volponi, potrà permetterà un equilibrio finanziario che non si sposa con una rosa di oltre 30 giocatori di cui molti, quest“anno, non utilizzati dal tecnico perché non adatti al suo modo di fare calcio.

Categoria: Calcio
 

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