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Fino a domani è giusto festeggiare. Pignoletto, spumante o Champagne, decidete voi. Ma questo Bologna va esaltato e alla grande. Non solo per i 10 punti nelle ultime 4 partite, o per i 51 punti che sono ad un passo dal record storico di 52, con ancora l’incontro con il Parma da giocare, ma per lo spirito, per il fatto che finalmente dopo molti anni invece che adagiarsi sui risultati i giocatori hanno voluto fare il loro dovere fino alla fine, hanno tenuto i loro problemi personali e di contratti lontano dal prato verde e con l’esempio di giocatori come Diamanti o Di Vaio, hanno speso tutto, per poi chiedere il cambio per sfinimento, consapevoli che il compagno avrebbe dato alla causa almeno come loro.
Su tutti i giocatori, i veri artefici di una cavalcata straordinaria, con otto vittorie casalinghe e ben cinque fuori dal Dall’Ara, ma soprattutto un segreto che sarebbe da Pulcinella se non fosse difficile ottenerlo: è addirittura la quinta difesa del campionato con soli 42 reti subite, oltre una ventina in meno di quelle che i portieri rossoblù andavano a raccogliere dentro alla propria porta nelle ultime stagioni. Questo ha fatto sì che si potessero gestire al meglio le sole 41 reti segnate, il 13° attacco del campionato, che ha visto in Di Vaio ancora una volta il capocannoniere con 10 reti, ma pure alcuni compagni come Ramirez e Diamanti che lo hanno supportato con grande continuità.
Il segreto della difesa lo ha studiato Pioli che pure con il Chievo aveva ottenuto grandi risultati difensivi e dunque a lui sono da ascrivere molti meriti di natura tattica, ma pure la capacità di far credere ai giocatori che avrebbero potuto dare il meglio di loro anche in ruoli leggermente diversi.
Poi sarebbe ingiusto dimenticare la società: se è vero che deve essere giudicata dai risultati del campo, allora Guaraldi, Zanzi e i soci devono vale un voto largamente positivo e non si può correre dietro agli uccelli del malaugurio che hanno già visto il Bologna smantellato in vista della prossima stagione.
Sono stati fatti nomi sconosciuti ma importanti, come Riverola, Planas, Bueno, Piriz, i rinnovi di Diamanti e Acquafresca.
Se non ci saranno più Di Vaio, magari Mudingayi, Ramirez o Raggi ce ne faremo una ragione. E se Di Vaio ha fatto una scelta di vita, così come potrebbe essere per Mudingayi se verrà concretizzata l’offerta del Milan, l’addio a Raggi, ragazzo d’oro e quest’anno difensore molto concreto, potrà essere indicato esclusivamente come colpa del suo procuratore e delle richieste eccessive.
Per il resto Rubin, Cherubin, Belfodil, Gimenez, Casarini, Loria, solo per fare alcuni nomi, sono stati bravi professionisti ma comprimari, se verranno ceduti magari per arrivare a giocatori di livello superiore sarà il consueto valzer di cambi. Ogni anno il 30-40% di una squadra cambia, basta essere bravi a fare le scelte giuste. Se quest’anno quelle di Guaraldi e Zanzi ci hanno portato a questi livelli un po’ di credito se lo sono guadagnato e non è giusto fare critica preventiva.

Categoria: Calcio
 

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