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«Non c’è un caso Blizzard, c’è solo un giocatore sotto contratto che ha chiesto di andarsene e con il quale la nostra società è estremamente cortese». Matteo Boniciolli ha un po’ il dente avvelenato nei confronti dell’italoamericano che chiese di essere ceduto dopo una vittoria larga in trasferta a Cantù. La cessione, come noto, non si è materializzata in parte per carenza di richieste e in parte per le pretese economiche della Virtus, che ha i diritti contrattuali sul giocatore fino al 30 giugno 2010.

RITORNO – Ma prima delle festività natalizie, quand’era distratta dal caso Boykins, la Virtus ricevette pressioni dal giocatore perché gli fosse consentito di tornare ad allenarsi con la prima squadra. E siccome il contratto collettivo non prevede che dopo il decimo giorno un giocatore possa essere tenuto fuori squadra, si era arrivati ad un accordo stile Lauwers (che ieri è stato ceduto in prestito a Varese in Legadue ma che era fuori squadra solo perché non rientrava nei piani del club). Il problema è che subito dopo Blizzard, senza dire nulla a nessuno, se n’è andato sei giorni in America, facendo infuriare il club che si aspettavo di vederlo all’Arcoveggio. Due giorni fa, attraverso l’agenzia che lo rappresenta, Octa-gon, Blizzard aveva fatto sapere che sarebbe rientrato il 7 gennaio. Con una nota sarcastica la Virtus annunciava di attenderlo con allegria puntualizzando tra le righe che la notizia, arrivata tramite terzi, poteva essere comunicata meglio.

RITARDO – Ieri dunque doveva essere il giorno di Blizzard, invece ennesimo colpo di scena: la neve ha cancellato uno dei voli che avrebbe dovuto prendere per arrivare da Charlotte (nel North Carolina) a Bologna. Probabile arrivo oggi. Ad attenderlo – non per questo inconveniente – anche una multa. Ma il caso non è finito e su questo sia Boniciolli che Sabatini sono sulla stessa lunghezza d’onda. Il dovere di difendere un capitale societario e di rimanere all’interno delle regole impone il rientro di Blizzard ma non il suo utilizzo. «La posizione ufficiale della società è che Blizzard è a disposizione dell’allenatore», dice Sabatini. Formalmente il suo sarà un reintegro, nei fatti no. Se anche Brett dovesse ammorbidirsi e magari chiedere di tornare a giocare (tecnicamente potrebbe farlo senza consumare un tesseramento, in questo è diverso da Lauwers), Boniciolli non si fida più della genuinità del suo spirito di appartenenza al gruppo. «E’ un giocatore che dopo una vittoria esterna è andato a comunicare al general manager che se ne sarebbe andato. Non è venuto da me e neppure dal proprietario che gli ha esteso il contratto quando aveva una caviglia malmessa. Ma sono cose già dette», ribadisce Boniciolli. Forse lui sarebbe stato per la linea dura ma le esigenze societarie sono diverse. Piuttosto la neve e i ritardi dei voli aerei preoccupano la Virtus per quanto riguarda Earl Boykins, atteso oggi a Bologna. Un ritardo e rientrerebbe solo alla vigilia della gara di sabato con Montegranaro.

Categoria: Calcio
 

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